Il sito del quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato venerdì l’identikit psicologico dei giovani bulli emerso dal recente convegno “Bullismo“, svoltosi nei giorni scorsi a Milano presso l’Ospedale Fatebenefratelli a cura della Commissione Nazionale per la Prevenzione del disagio e del bullismo.

I bulli di cui sentiamo spesso parlare sono ragazzini che a scuola fanno i prepotenti con i più deboli e a casa pretendono abiti firmati, cellulari, videogiochi; con gli amici bevono senza limiti, mostrano sprezzo del pericolo e sperimentano il sesso sempre più precocemente e senza precauzioni.

Ma, soprattutto, soffrono quasi ogni notte di disturbi del sonno: secondo Claudio Mencacci, coordinatore del convegno e direttore del dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli, l’aggressività di questi soggetti è infatti causata anzitutto da una vita con orari sregolati e poche ore di sonno.

Il sonno è il più grande protettore del cervello. Se si altera questo meccanismo aumentano i comportamenti a rischio e i disturbi. I giovanissimi non dormono più di sette ore a notte e vanno a letto sempre più tardi: soprattutto durante il fine settimana tirano l’alba o fanno le ore piccole davanti ai videogiochi. Questa deprivazione può aumentare la ricerca di comportamenti di “sensation seeking” (abuso di alcolici o sesso senza protezioni).

L’insonnia è quindi uno dei meccanismi principali che scatenano l’aggressività nei giovanissimi: senza un riposo regolare i ragazzini tendono a perdere il senso del pericolo, del controllo di sé e della capacità di decidere. Da qui si arriva velocemente ai tristi comportamenti che caratterizzano i bulli: violenza e prepotenza nei confronti dei più deboli, nessun rispetto verso le autorità genitoriali o scolastiche, disturbi del comportamento alimentare, ansia e depressione, una sessualità troppo precoce e disinvolta.

Ma centrale è anche la responsabilità della società e delle famiglie:

I bimbi sono spinti in maniera inconsapevole alla violenza da una società che promuove messaggi aggressivi e in famiglia hanno sempre meno regole.

Già, le famiglie. Dove sono i genitori, se le ultime ricerche effettuate mostrano che in Italia si è bulli già a partire dai 7-8 anni, e che sempre in questa fascia d’età si registrano numerosi casi di suicidio o tentato suicidio?

L’approfondimento di “Repubblica” riporta, a beneficio delle famiglie, qualche consiglio pratico utile se si hanno figli in età infantile e pre-adolescenziale:

  • dormire almeno 8 ore per notte e far osservare orari di riposo e risveglio regolari;
  • evitare eccesso di cibo, sostanze stimolanti e attività fisica stressante prima del sonno notturno;
  • controllare che l’ambiente delle stanze da letto sia in grado di favorire un riposo sereno, quindi non deve essere troppo caldo né rumoroso;
  • evitare la televisione in camera e l’uso no-stop di cellulari e videogiochi;
  • è necessaria un’autorità forte nel rapporto insegnanti-alunni all’interno della scuola, così come la presenza di una supervisione durante gli orari scolastici in cui non si svolge lezione;
  • richiedere incontri e colloqui tra genitori, insegnanti, bulli e loro vittime, nonché la lettura in aula di racconti di vittime di bullismo (per favorire la comprensione delle conseguenze di queste azioni) e la distribuzione di questionari e indagini da far compilare agli alunni.

Fin qui la teoria, sicuramente sensata e utile.

Ma voi, mamme di queste generazioni tanto complesse, cosa ne pensate? Qual è la vostra personale esperienza, in questo mondo a volte così difficile da comprendere?