Qualche giorno fa, sfogliando il Corriere.it, la mia attenzione è stata catturata da un articolo nella colonna di destra, quella dove trovano bellamente posto scienza, cultura, arte, tette e culi nostrani e d’oltreoceano.

Nel titolo dell’articolo c’era la parola “sesso”, particolare che rende la mia attenzione drammaticamente uguale a quella dell’italiano medio.

Appurato che questa parola non veniva associata a nessuna dichiarazione sulle proprie preferenze sessuali di qualche starlette italiana o alle performance dell’ultimo toy boy di Madonna, l’ho aperto incuriosita. Devo anche dire, per onestà intellettuale, che leggo con avidità ogni articolo pseudoscientifico che riguardi in qualche modo la sfera sessuale perché in genere, e l’articolo in questione non fa eccezione, contengono castronerie e banalità da far rabbrividire. C’è da dire che la responsabilità dei miei brividi in questo caso non è da attribuire alla giornalista che ha scritto il suddetto articolo, la quale ha riportato i risultati di una ricerca con onestà, ma ai contenuti e agli pseudo-risultati della ricerca stessa. Per dirla in breve: le coppie che fanno sesso prima “scoppiano” prima. Quindi, se dobbiamo trarre delle conclusioni da questa ricerca, tocca dare ragione alle nostre mamme (la mia non fa eccezione) che ci raccomandano continuamente di aspettare, di posticipare il momento dell’unione carnale a un “dopo”. Dopo il matrimonio? Si vabbè.

Però caspita, a giudicare da questa ricerca, forse la mamma ha ragione. Peccato però poi scoprire che questa ricerca è stata sì condotta su un campione sufficientemente ampio, però all’interno di un ateneo dello Utah di proprietà della Chiesa Mormone.  E i Mormoni non sono noti per le loro posizioni illuminate nei confronti del sesso. Insomma, la ricerca lascia un po’ il tempo che trova.

Quel che preme sottolineare a me, deliri mormonici a parte, è come spesso e volentieri, una sfera della nostra vita così importante come quella sessuale, venga “strapazzata”, svilita, mal compresa, umiliata, ignorata, bistrattata o al contrario gonfiata ed enfatizzata oltre ogni limite. Ma raramente compresa.

C’è alla base la mancanza assoluta di una adeguata educazione sessuale. Il che potrebbe sembrare un paradosso, in una società in cui assistiamo a un’ipertrofizzazione del sesso, dove anche per fare pubblicità a un deodorante si strizza l’occhio a Eros.  Ma è, appunto, un bombardamento di stimoli sessuali su un terreno che non è stato preparato. L ‘ignoranza genera mostri (non me ne voglia Goya). E i mostri che genera l’approssimazione della conoscenza in questo campo sono i più svariati: vanno dagli strabilianti movimenti per la verginità negli Usa (True Love Waits), alla corsa dai chirurghi plastici per l’ imeneplastica, agli stupri di gruppo compiuti anche da ragazzini, agli amanti che emulano goffamente le performance degli attori porno (ne parlerò, un giorno), ai sensi di colpa che incancreniscono l’anima di molte persone che, se avessi messo a frutto gli anni di studio di psicologia, mi avrebbero probabilmente arricchita.

E’ un argomento complesso che non si può esaurire in poche righe, è vero. Ma la domanda che mi pongo leggendo articoli del genere è: riusciremo un giorno ad avere un rapporto equilibrato con la sfera sessuale, una sana via di mezzo tra il “proibizionismo” mormone (e non solo) e l’abbuffata di sesso atletico dei seguaci di Schicchi(pace all’anima sua)?

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