Si riaccendono le discussioni nel Partito Democratico. Questa volta al centro delle polemiche non solo le tanto discusse “primarie” di partito, ma l’appoggio che lo stesso Pd avrebbe fornito alla campagna referendaria per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. Non solo, anche altre questioni sono state sollevate nella riunione di ieri con la direzione Pd, in testa Rosy Bindi, Enrico Letta, Dario Franceschini e Arturo Parisi.

Si torna indietro ai tempi del Partito dei mille contrasti e delle molte, troppe anime. Pierluigi Bersani, che a fine riunione ne esce anche con un invito mal celato a farsi da parte, appare decisamente sconsolato.

Galleria di immagini: Referendum elettorale

Rispedisce al mittente le critiche di Arturo Parisi, uno dei membri del comitato promotore per il referendum elettorale, sottolineando come non fosse compito del Pd schierarsi in prima linea, quanto dello stesso comitato, ma aggiunge in un commento frasi molto indicative del momento:

«Se andiamo avanti così, c’è di che avere paura. Il mio timore è che il Paese cominci a pensare che anche noi badiamo agli affari nostri, e non a quelli della gente».

Ben diverso il tono delle parole di Bersani rispetto alle dichiarazioni rese solo poche ore prima della riunione con la direzione Pd:

«Dico solo una cosa, il Partito deve arrivare a questo appuntamento con delle proposte. Non si tratta di scegliere una persona e poi vedere dopo quello che fa, scegliere il suonatore senza avere lo spartito, perché abbiamo una responsabilità verso l’Italia”.

Alcuni “fedelissimi” del segretario e leader dei democratici esprimono perplessità e critiche, temendo in realtà che ci sia una manovra per evitare le elezioni fino al 2013 così da poter indebolire lo stesso Bersani:

«Stanno lanciando la volata a Renzi».

Che sia vero o meno, di certo c’è che Pierluigi Bersani avrà molto lavoro da fare nei prossimi giorni per ricucire quello che sembra l’ennesimo strappo nella pur breve storia Pd.

Fonte: Il Riformista