Ben Stiller ritorna al cinema oggi con il film drammatico “Lo stravagante mondo di Greenberg” diretto da Noah Baumbach.

Roger Greenberg è un single quarantenne, che dopo aver fallito come cantante, si è ritrovato a fare il falegname a New York. In seguito a un esaurimento nervoso, Roger è stato invitato dal fratello a passare qualche settimana nella sua casa di Los Angeles, mentre lui e la sua famiglia sono in vacanza all’estero. Roger, così, ritorna nella sua città d’origine, dove rincontrerà i vecchi amici e qualche amore giovanile. Ben presto, però, scoprirà che il mondo che conosceva è cambiato e che gli amici si sono allontanati. Florence è una giovane aspirante cantante che per mantenersi aiuta nelle faccende domestiche la famiglia del fratello di Roger. Quando i due s’incontreranno, inizieranno una relazione difficile e altalenante, ma che si rivelerà costruttiva per entrambi.

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Il film mette a confronto due persone diverse, che hanno in comune solo l’estrema solitudine e una profonda fragilità. Roger ha già compiuto delle scelte nella sua vita e adesso cerca di sopravvivere alle conseguenze che ne sono derivate, invece Florence è appena all’inizio del suo percorso e deve ancora scegliere cosa fare della sua vita. I protagonisti sono semplicemente due anime alla deriva, che si incontrano e si allontanano, si attraggono e si respingono quasi per colmare il vuoto che li circonda, e per trovare il loro posto in un mondo che gira troppo veloce per entrambi.

La regia è pulita, il ritmo cadenzato, i dialoghi ben strutturati. La storia è intensa e commovente. Baumbach vuole far riflettere sul disagio dell’uomo moderno che vive in una società individualista che tende a emarginare ed escludere tutto quello che non rientra nella normalità. La riflessione però diventa sinonimo di ritmo lento e di tempi dilatati, che rendono l’intera storia meno profonda e coinvolgente ma spesso noiosa, fumosa e incompleta. Il rischio in cui cade il regista è di perdere il controllo dello sviluppo narrativo e del minuzioso costrutto, che così non trova la sua giusta conclusione e realizzazione.

Noah Baumbach è sicuramente uno dei registi americani indipendenti più promettenti, che con “Il calamaro e la balena” e “Il matrimonio di mia sorella” ha dato già prova della sua maestria registica. Con questo film, il regista ritorna a parlare della famiglia, protagonista dei suoi precedenti film, quale elemento essenziale della società, che però risulta totalmente assente e lontana.

Buona risulta l’interpretazione di Ben Stiller che, divenuto famoso per il suo ruolo comico, dimostra ancora una volta di poter regalare una performance di qualità anche in una storia drammatica.

Del cast fanno parte, oltre a Ben Stiller e Greta Gerwig, anche Rhys Ifans, Juno Temple, Jennifer Jason Leigh, Mark Duplass, Dave Franco, Chris Messina, Brie Larson e Max Hoffman.