L’anoressia, una malattia che colpisce il corpo dopo aver prima aggredito l’anima. Ne soffrono in tanti e col passare del tempo miete sempre più vittime tra giovanissimi e non, soprattutto donne, anche se il fenomeno è in aumento tra le persone di sesso maschile.

In tempi in cui conta sempre più l’apparire a scapito dell’essere, in cui avere qualche chilo in più può sembrare una colpa e credere di essere grassi (solo perché non si è abbastanza longilinei) è una fissazione di tanti, l’anoressia è un fenomeno gravissimo e ancora troppo sottovalutato.

Esistono già diversi film in cui si parla di questa malattia, ma ultimamente si è abbassata un po’ la guardia e se ne parla poco. Fortunatamente esistono registi che hanno ancora una certa sensibilità verso i problemi legati a persone che non accettano se stesse né il proprio corpo.

Marco Pozzi è uno di questi, e difatti ha appena finito di girare il suo ultimo film, intitolato “Male di miele”, che tratta proprio il tema dell’anoressia e che vede come protagonista un’adolescente, Sara, che da una semplice dieta arriva ad ammalarsi e a dimagrire spaventosamente.

Il film si avvale della collaborazione dell’Aba (Associazione per la Bulimia e l’Anoressia) e Pozzi stesso si è messo in gioco per dare vita a un progetto multimediale dedicato ai disturbi alimentari. Sul titolo di questa pellicola, inoltre, il regista ha affermato:

È un’espressione che mi piace sia foneticamente che semanticamente, perché quello che raccontiamo è un male dolce (anche se terribile) che si diffonde come il miele. E poi è anche il titolo di una canzone degli Afterhours

.