Dall’ingresso di Gabriele nella casa del Grande Fratello, sempre più di frequente si sente parlare di trans e omosessuali.

Secondo Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, i mass media e i reality show incidono negativamente sull’idea degli spettatori nei confronti di queste minoranze.

Il ministro ritiene che i mass media, invece di accentuare le differenze tra transessuali e

stereotipo di persona eterosessuale, dovrebbero essere parte integrante nella battaglia contro la discriminazione.

La Carfagna, nel corso della presentazione della campagna contro l’omofobia a cura del Governo, ha spiegato che i reality show non aiutano la lotta contro i soprusi verso queste minoranze:

Conosco tante persone transessuali che fanno una vita normale. Per noi le differenze non contano, ma per combattere gli stereotipi serve anche l’aiuto dei mass media. E in questa battaglia, i reality non ci aiutano. Occorre invece abbattere il muro di pregiudizio nei confronti di omosessuali e transessuali.

Le accuse mosse dal ministro sono assai più gravi di quello che si possa pensare: i reality darebbero una visione completamente sbagliata della transessualità, associandola a termini come prostituzione e droga allo scopo di incrementare gli ascolti.

A questo punto, è lecito chiedersi se il ministro si riferisce anche al Grande Fratello 10 e alla storia di Gabriele Belli, il trans FtM entrato nella casa in questa edizione.