Errate le griglie di correzione dell’Invalsi per gli esami di terza media. I professori, che oggi hanno iniziato a interrogare i propri alunni alla prova orale, si sono ritrovati tra le mani all’improvviso una circolare ministeriale, in cui si sottolineava come le griglie per la correzione dei test di italiano e matematica fossero sbagliate.

In effetti molti insegnanti, consultando i risultati, hanno provato stupore: gli studenti più mediocri hanno in molti casi raggiunto risultati lodevoli, mentre per altri non si rintracciava il normale percorso didattico. Qualcuno ha persino pensato che, forse, gli Invalsi di quest’anno fossero più facili.

Galleria di immagini: Mariastella Gelmini

Così Mariastella Gelmini, il cui Ministero dell’Istruzione è l’organo che ha emanato gli Invalsi ieri, ha chiesto scusa per l’errore nella circolare, anche se l’insegnante Mila Spicola ha pubblicato su L’Unità la risposta ufficiale alla questione da parte di una docente che si è sentita danneggiata dall’accaduto:

“Scusarsi? Beh no. Noi non vogliamo le scuse, vogliamo corrisposti i danni. Il nostro è un lavoro, non un volontariato. Ce lo scegliamo noi quando e perché farlo il volontariato e per fini reali e produttivi, non un volontariato per azioni a vuoto e fatte assolutamente contro il nostro parere, la nostra professionalità e il nostro valore. Specialmente attraverso uno Stato che ci ha denigrati attraverso i suoi massimi esponenti e rappresentanti. Chiunque legga questa circolare si rende subito conto che l’aggettivo da attribuire a tutta la faccenda è grottesco e in mezzo a tutto ciò rimangono offesi, sopra tutti, i ragazzi italiani. Noi difendiamo la Scuola e il suo rigore, anche attraverso la protesta totale e assoluta di quanto è accaduto.”

Parole forti, per una scuola che non vuole più subire, che non si sente solo denigrata, ma presa in giro da chi dovrebbe avere una professionalità tale da evitare certi incidenti. E chi ci rimette di più sono sempre i ragazzi, inconsapevoli fruitori di un sistema scolastico che non valorizza le loro potenzialità, ma li standardizza in quelli che saranno i grigi cittadini di domani.