Meglio un figlio gay, che un marito pedofilo“. Le ultime parole famose quelle pronunciate da Alessandra Mussolini in tempi non sospetti, prima che le cadesse sulla testa la notizia del coinvolgimento del marito nelle indagini sulle baby squillo dei Parioli.

Secondo quanto riferito da fonti investigative, infatti, in alcune conversazioni intercettate sui cellulari delle ragazze si sarebbe ascoltata la voce di Floriani intento – sembra – a prendere appuntamento con una delle due ragazzine, accordandosi su orari e luoghi dell’incontro, discutendo direttamente anche con i presunti sfruttatori delle giovani. Floriani, nei giorni che precedevano la fuga di notizie, si è anche presentato spontaneamente in caserma respingendo qualsiasi accusa e negando di avere avuto rapporti con le due adolescenti. Tornando alla Mussolini, l’onorevole aveva richiesto la castrazione chimica per maniaci e pedofili, aveva presenziato a qualsiasi Family Day che si possa ricordare nella storia civile e aveva esaltato i valori della famiglia.

Proprio la Mussolini – se la vicenda si rivelasse fondata – si era evidentemente costruita un castello dorato dalle solide mura convinta che nulla nella vita avrebbe potuto distruggerlo. Ma la realtà potrebbe essere ben più complessa e suggerisce in ogni caso l’opportunità di non crearsi certezze laddove l’unica certezza umana è la morte. Sorrido ironicamente a pensare che proprio la paladina dei buoni valori, della normalità di coppia (guai essere donna e andare con una donna), della famiglia del Mulino Bianco divida lo stesso letto con una persona sulla quale si è adombrato questo orribile sospetto. Ma penso anche a quanto possa far male ritrovarsi nel vortice di un tifone così violento.

E mi viene in mente il monologo di Jep Gambardella nel film da Oscar La Grande Bellezza riferito a Stefania, la donna dalla grande vocazione civile, apparentemente convinta di potersi porre su un piedistallo e raccontare la verità assoluta, ma in realtà dall’esistenza sfasciata da un marito traditore e da una vita dedita più alla carriera che all’amore per i propri figli. Jep spietato le dice: “Tutte queste vanterie, tutta questa ostentazione seriosa di io, io, io, questi giudizi sprezzanti tagliati con l’accetta nascondono una tua fragilità, un tuo disagio, e soprattutto una certa serie di menzogne. Noi ti vogliamo bene, riconosciamo..certo conosciamo anche le nostre menzogne ma proprio per questo a differenza tua finiamo per parlare di vacuità, di sciocchezzuole, di pettegolezzi, proprio perché non abbiamo nessuna intenzione di misurarci con le nostre meschinità“.

Mai parole furono più adatte al caso… Sempre che le indagini dovessero accertare un effettivo coinvolgimento di Floriani.