Max Mara Cappotti continua a festeggiare la sua storia e il suo savoir faire con la mostra Coats!, giunta ormai alla sua quinta edizione: dopo Berlino nel 2006, Tokyo nel 2007, Pechino nel 2009 e Mosca nel 2011, è l’avveniristico spazio multifunzionale Dongdaemun Design Plaza a Seul, disegnato da Zaha Hadid, a ospitare l’esposizione itinerante fino al 12 dicembre.

La struttura espositiva, progettata da Migliore+Servetto Architects, è organizzata all’interno di una monumentale cupola e di sette stanze tematiche che come moderne wunderkammer dense di oggetti, capi, suoni, memorabilia e interattività recuperano la visione del fondatore di Max Mara Achille Maramotti: “rendere straordinario l’ordinario“.

Ed è attraverso il suo capo per eccellenza, il cappotto, che Max Mara racconta il suo heritage, partendo da un’installazione digitale site specific dell’artista coreana Yiyun Kang, che per l‘occasione esplora lo spazio della cupola, trasformando i motivi del processo produttivo e le immagini tratte dall’archivio storico di Max Mara in pattern, in materia luminosa e viva che scandisce visivamente la piazza attorno a cui ruota la mostra.

Per celebrare la nuova edizione di Coats! Max Mara a Seoul, è stato creato un cappotto cammello con gonna e camicia in color oro, inspirato alla preziosa yugi, un complemento da tavola tradizionale coreano, usato dalla famiglia reale e passato di generazione in generazione, proprio come il cappotto.

Il percorso si dipana dalla nascita della confezione dei capi d’abbigliamento e della loro trasformazione in vera e propria moda, seguendo l’evoluzione del gusto, i cambiamenti sociali e gli stili di vita di ogni decennio, anche grazie agli schizzi degli stilisti che hanno collaborato con Max Mara, come Karl Lagerfeld, Narciso Rodriguez, Emmanulle Khanh e Proenza Schouler. Esposte anche riviste storiche, materie prime e campagne pubblicitarie dei grandi fotografi di moda, fino alle opere frutto del dialogo con gli artisti contemporanei.

Galleria di immagini: Max Mara Coats!, le foto della mostra evento a Seul

Quello che si va ricostruendo è così la grande varietà di storie e di invenzioni alla base del gruppo Max Mara, testimoniando la cultura del progetto alla base di ogni capo e svelando in che modo l’impresa familiare, nel dialogo con il territorio di appartenenza di Reggio Emilia, abbia ascoltato e interpretato i desideri delle donne, dal 1951 ad oggi, in Italia e nel mondo.