Nato negli Stati Uniti, il marchio Fay ha tratto inizialmente ispirazione dalle divise degli American Firefighters, con la produzione di giacconi chiusi da quattro ganci. Oggi è leader del daywear e fiore all’occhiello del prêt-a-porter italiano del gruppo Tod’s. Il brand attualmente include le linee maschili e femminili, complete di accessori.

File rouge della filosofia distintiva Fay è sempre stato il concetto di ‘Double Life, per cui ogni capo è studiato per affrontare diverse occasioni d’uso, dal business al tempo libero, dalla città alle esperienze outdoor più dinamiche. Il ‘Fay code’ è oggi sinonimo di un’eleganza informale e ricercata, moderna e versatile, espressione di un gusto assolutamente italiano che unisce qualità, lusso e innovazione in uno straordinario equilibrio sporty-chic.

Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, da tempo direttori creativi di Fay, sostengono un’identità italiana fatta di artigianato e creatività, rispondendo alle richieste più esigenti del mercato attuale: design, vestibilità, competitività, personalizzazione. La chiave per capire il loro stile sicuramente sta nella cura ai dettagli, ai volumi e ai tagli, ricerca sui tessuti e alla costruzione dei capi.

A ridosso della Milano Moda Donna 2016, i due stilisti hanno svelato qualche curiosità sul marchio Fay in quest’intervista esclusiva.

A che tipo di donna si ispira la collezione Fay che sfilerà alla Fashion Week 2016?

“La collezione si ispira non ad una tipologia in particolare, ma alla donna vista in tutte le sue fasi evolutive, dalla new generation alla donna adulta che ha una sorta di divertissement con la moda”.

Cosa non deve mai mancare nel guardaroba di una donna?

“Sicuramente un cappotto pulito e lineare come il Virginia di Fay”.

Cosa distingue il marchio Fay nel Fashion System?

“La storia innanzitutto. L’identità forte di un prodotto reale che si evolve senza mai perdere se stesso”.

Qual è il vostro rapporto con il web?

“Ormai è impossibile farne a meno”.