Vostro figlio sta tutto il giorno davanti al computer, parla un linguaggio che non capite e dopo la scuola non esce mai per fare un po’ di sport? Forse non è il caso di preoccuparsene troppo: potrebbe essere una fortuna. Almeno dal punto di vista dell’occupazione.

Una vicenda singolare accaduta nel vicentino lo spiega. E in futuro se ne vedranno sempre di più. A Valdagno, un ragazzo di origini indiane è riuscito a introdursi, con un programma da lui stesso ideato, nel server della sua scuola. Un’azione che ricorda quella della mamma-hacker, tranne il fatto che lui ha alzato i voti ai compagni, dato che i suoi erano già tutti ottimi. Azioni del genere sono puntualmente scovate e punite, anche perché gli autori, in questo caso, sono stati molto ingenui: era impossibile che i professori delle due classi beneficiate dal generoso hacker non notassero dei 3 diventare dei 9.

Il ragazzo è stato denunciato dai carabinieri per la sua grave violazione, ma la notizia è che un’azienda di ingegneria Web di Thiene gli ha offerto l’assistenza legale e un posto di lavoro dopo che avrà affrontato il tribunale (ha appena compiuto la maggiore età). Il suo talento, messo a disposizione di un obiettivo migliore, è prezioso. Come ha spiegato il responsabile dell’azienda:

«Non discuto il reato, spetta alla magistratura accertare. Ma quel ragazzo sembra essere veramente in gamba, e dobbiamo dargli una possibilità. Molti dei consulenti delle aziende americane sono stati prima degli hacker.»

Per violare i computer della scuola, infatti, è necessaria una bravura fuori dal comune per un ragazzo di quell’età frequentante un istituto tecnico. E così questa storia ci introduce a un fenomeno che è destinato a essere in forte controtendenza rispetto alle terribili statistiche sulla disoccupazione giovanile: un percorso scuola-azienda rapidissimo, subito dopo la maturità, a seguito di un’opzione aziendale attratta da una “marachella” che denota capacità che neppure gli insegnanti – per non parlare dei genitori – sono in grado di comprendere appieno, mentre i professionisti del settore sì.

Impossibile bocciare un genio, quindi il ragazzo è stato solo sospeso per una settimana, ma chissà se mamma e papà sono così arrabbiati, visto che là fuori lo aspetta un lavoro. Tuttavia, le famiglie devono stare molto attente a possibili fenomeni di emulazione: c’è il rischio che molti ragazzi pensino che per sfondare basti combinarla grossa. Gli adolescenti hanno una componente narcisistica della personalità molto accentuata, e faticano a distinguere i confini tra il bene e il male, e potrebbero causare danni molto gravi senza rendersene conto. Soltanto per diventare qualcuno.

Spetta perciò alle famiglie, in caso pensino di avere dei figli dotati, di non cascare nei due errori: sottrargli il computer per punizione (perché per il suo futuro sarebbe come punire uno studente di lettere togliendogli i libri), oppure costringerlo in camera. Per un “nerd”, restare chiuso in camera è il paradiso. La soluzione è sempre il dialogo: parlate con loro di vicende come queste, e spiegate loro che il talento non giustifica azioni che potrebbero compromettere il normale corso scolastico o persino la loro fedina penale. Esistono certamente modi creativi di mostrare le proprie capacità senza danneggiare nessuno.

Fonte: Ansa