Per me e il mio naso storto Miss Italia non sarebbe mai potuta iniziare. Quando ero piccola la seguivo sempre e al momento della premiazione, con mia sorella, ci abbracciavamo davanti alla televisione, ciascuna faceva finta di essere una delle due finaliste, e attendevamo il nome della vincitrice. Un’angoscia… Vinceva sempre mia sorella. A me la vittoria non riusciva mai perché sceglievo sempre la ragazza più sfigata, quella che aveva un qualche piccolissimo, invisibile, difetto fisico. Io, come lei, non avrei mai potuto vincere Miss Italia. E’ una triste verità appresa all’età di circa 13-14 anni, quando già alta e discretamente piacente, camminando per strada, un ragazzino dalle aree delinquenziali mi disse per strada “Uà la Miss, vatti a rifare il naso”.

La mia evidentemente scarsa intelligenza fece sì che la mia autostima accusò tanto il colpo e per i successivi 3-4 anni sono cresciuta con l’idea di farmi regalare un naso dritto per il diploma di maturità che sarebbe avvenuta a neppure 17 anni. Attendere i 18 sarebbe stato troppo. Gli anni, però, regalano non solo le rughe, ma anche il ben dell’intelletto, e l’idea di pagare un tizio per farmi segare l’osso del mio povero naso per pura estetica mi ha fatto desistere, per la felicità dei miei genitori.

Tutto questo “pippone” sulle mie paturnie pseudo-adolescenziali mi serviva a farvi una domanda: ma secondo voi, nel 2013, una donna alta, magra e sexy, che già ogni giorno dovrà dimostrare al mondo che la bellezza non equivale a banalità, per sentirsi realizzata, sentirà la necessità di stringere per le mani una corona ed uno scettro che rappresenti la sua supremazia, a tempo determinato, su un popolo che non esiste?

La mia non vuol essere una domanda retorica, io davvero non conosco risposta. Pensare però di dover scendere quelle scale in body sgambato e sorriso ebete stampato sulla faccia, dover recitare a memoria una battuta in 30 secondi sperando di far colpo sugli italiani che mi giudicheranno per 4 mossette di danza che anche Maria De Filippi sarebbe capace di far meglio, uno stacco di coscia bovina e una chioma lunga e lucente, mi fa venire un’ansia che la metà basta.

“Sono da Miss Italia perché è un trampolino di lancio”, “Sono a Miss Italia perché è il mio sogno di bambina”, ” Sono a Miss Italia per gioco, non pensavo di arrivare fino alla fine”. Questi i concetti più profondi espressi dalle ragazze in quattro ore di serata. E viene da pensare che forse Laura Boldrini non aveva poi così torto e che gli italiani il prossimo anno riusciranno a sopravvivere anche senza la trasmissione in tv della 75° edizione.

Perciò mi tengo il mio naso e non vado a Miss Italia, perciò piuttosto che aspirare ad essere una principessa senza terre e senza sudditi, provo ad essere semplicemente una donna come tante altre: al di sopra delle aspettative maschili.