I neonati prematuri, dati alla luce prima dello scadere della 33esima settimana di gravidanza, sono in netto aumento in Italia: sarebbero, infatti, il 5-6% del totale, circa 30.000. Il numero sembrerebbe essere destinato ad aumentare in modo direttamente proporzionale all’età delle madri e per via del ricorso alle tecniche di fecondazione assistita.

Giovanni Cioni, neuropsichiatra infantile e direttore scientifico della Fondazione Stella Maris, afferma che “la stragrande maggioranza di questi bambini non ha grossi problemi, di solito solo qualche lieve ritardo nello sviluppo. A volte iniziano a parlare più tardi, magari crescendo sono un po’ più impacciati dei coetanei nel movimento, a volte hanno qualche problema di comportamento”.

La scuola Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con la Fondazione Stella Maris di Pisa, università in Germania, Slovenia e Danimarca e le aziende STMicroelectronics e MR&D, ha messo a punto un nuovo progetto, finanziato dall’Unione Europea, denominato “CareToy“. Di cosa si tratta?

Ciò che è stato realizzato non è niente meno che una vera e propria palestrina per bambini, ricca di strumenti e giocattoli intelligenti con cui gli specialisti potranno valutare il grado di sviluppo del bambino. Si tratta di box in cui il prematuro potrà giocare, molto simile a quelli già in commercio, ma ricco di sensori che aiuteranno gli specialisti a diagnosticare a distanza un eventuale ritardo nel neonato. I genitori assisteranno il loro piccolo, giocheranno con lui e si godranno i primi momenti della sua infanzia, mentre i ricercatori si occuperanno di studiare la capacità di manipolare gli oggetti, osserveranno la postura del bambino e la sua capacità di mantenere l’attenzione.

Paolo Dario, coordinatore di “CareToy“, spiega che “la sperimentazione attraverso prototipi che rappresentano il frutto di competenze mediche ed ingegneristiche a livello europeo ha l’obiettivo di validare, direttamente nelle case, i dispositivi come strumenti di promozione dello sviluppo di bambini nati pretermine. Il 10-15 % delle gravidanze si conclude prima del termine, un numero costantemente in aumento in tutto il mondo, e questi bambini per molti motivi sono pù a rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo neuropsichico, spesso lievi ma importanti per il bambino e la sua famiglia. La fase di sperimentazione clinica, che coordinerà Giovanni Cioni, durera più di anno e vedrà coinvolte decine di bambini e di famiglie in Italia e in Danimarca. Alla sua conclusione, le palestrine ‘intelligenti’ potrebbero essere usate nel primo anno di vita come intervento precoce domiciliare individualizzato e supervisionato da uno staff clinico che agisce a distanza tramite sistemi di teleriabilitazione. I genitori potranno giocare con il proprio bambino, promuovendone lo sviluppo psicomotorio sotto la guida dei clinici. Intervenire in maniera precoce, infatti, può migliorare- conclude- la prognosi dei bambini nati pretermine”.

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