Un uomo dallo spessore non indifferente Nigel Farage, ultimamente salito alla ribalta per la vittoria in Inghilterra alle ultime europee, ma anche per l’incontro recentemente avvenuto con Beppe Grillo con l’intento di creare un unico gruppo europeo con il M5S. Nemico in prima linea del trattato di Maastricht, antieuropeista per eccellenza, nonché grandissimo omofobo, misogino, sessista, insomma, pensate ad una qualità tendenzialmente razzista e davanti ai vostri occhi si paleserà la sua figura.

Fondatore dell’UKIP, il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, che cavalcava la storica avversione dei sudditi di Sua Maestà per il processo di unificazione europea, il buon Farage si fa voler bene da tutti grazie alle sue argute perle di saggezza che lasciano letteralmente a bocca aperta. Qualche esempio? Eccovi serviti:

“Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità. Non c’è discriminazione nelle retribuzioni tra uomini e donne, perché le donne senza figli sono brave quanto e come gli uomini. Le donne devono sacrificare la famiglia per avere successo” (gennaio 2014).

“Se questo è il volto del nazionalismo scozzese è una nazione piuttosto brutta”. Commentando una rissa in un pub di Edimburgo, Marzo 2013.

“Lei ha il carisma di uno straccio umido e l’apparenza di un impiegato di banca di basso grado. E la domanda che vorrei porre, che vorremmo porre noi tutti è: “Chi è Lei?” Io non mai sentito parlare di Lei. Nessuno in Europa ha mai sentito parlare di Lei! Vorrei chiederle, Presidente, chi ha votato per lei? E quale meccanismo – oh, lo so che la democrazia non è molto popolare da voi – e quale meccanismo hanno i popoli d’Europa per rimuoverLa? È questa la democrazia europea? Beh, ho la sensazione, tuttavia, che Lei sia competente, capace e pericoloso, e non ho dubbi sul fatto che è sua intenzione essere l’assassino silenzioso della democrazia europea e degli stati nazionali europei. Sembra che Lei abbia un odio per il concetto stesso degli stati nazionali – forse perché Lei proviene dal Belgio, che naturalmente è, per lo più, una non-nazione. Ma da quando ha assunto la carica, abbiamo visto la Grecia ridotta a nient’altro che a un protettorato» – Parlando a Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo”. Febbraio 2010

Se chi va con lo zoppo impara a zoppicare, ecco che quelli di Ukip non sono andati leggeri sul tema dell’omosessualità: “Tra omosessualità e pedofilia – ha detto Julia Gasper, un esponente del partito – ci sono tali legami che non basta un’enciclopedia”. Ha detto la sua (purtoppo) anche David Silvester, altro esponente di Ukip: “Da quando è stato riconosciuto il matrimonio gay, la Gran Bretagna è stata colpita dalle alluvioni”. Decisamente diretto anche Douglas Kenny: “Gli omosessuali sono sodomiti e comunisti, la piantino di dirsi normali”.