L’annuncio della morte di Osama Bin Laden ha suscitato una certa euforia nella popolazione statunitense, convinta di essersi liberata del nemico giurato responsabile della tragedia del World Trade Center. C’è anche chi, però, ai festeggiamenti preferisce una più prudente cautela, come il popolo dei social network. Sono in molti su Twitter e Facebook, infatti, a chiedersi se il terrorista sia effettivamente morto: per i social network Bin Laden sembra essere più vivo che mai.

A contribuire a queste tesi del complotto sono gli scatti trapelati sui media che, in tempo record, sono stati smentiti dalle abilissime capacità della Rete. La prima fotografia distribuita da una TV pakistana ha destato severi sospetti, tanto che si è rivelata un grossolano esercizio di Photoshop. Non ultimo, anche l’immagine distribuita ieri da LiveLeak non sembra ottenere dei consensi di veridicità.

Galleria di immagini: Osama Bin Laden ucciso

Ma non sono solo gli scatti a infiammare il dubbio, ma anche le modalità rese note per l’assassinio del leader di Al Quida. Il popolo dei social network continua a chiedersi incessantemente perché il corpo di Bin Laden sia stato fatto sparire così repentinamente, oltretutto con una sepoltura frettolosa in mare che, nei fatti, ne impedirebbe il rinvenimento dei resti. Si sollevano, quindi, molte ipotesi: la prima è che Osama sia morto già da tempo, forse a pochissimi anni dall’attentato alle Torri Gemelle, ma il decesso sarebbe stato annunciato solo ora per motivazioni di strategia politica. La seconda, invece, ipotizza che Bin Laden sia ancora vivo, o addirittura mai esistito, tacciando così gli USA di strumentalizzazione per condurre la guerra in Afghanistan. In tal caso, però, non vi sarebbe molto tempo da attendere: qualora il terrorista fosse ancora in vita, avremo presto un suo video di accusa all’occidente.

Quale sia la verità sulla morte di Bin Laden non è dato sapere perché, effettivamente, la motivazione addotta dai politici a stelle e strisce sembra essere troppo sommaria. Si è infatti detto che la sepoltura in mare si è resa necessaria per rispettare tempistiche e tradizioni dell’Islam, ma da più parti gli esperti di questa religione hanno sottolineato come sia assolutamente vietato abbandonare un corpo al largo, se non nell’unica occasione di morte fra le acque. Nel frattempo, la leggenda metropolitana sul leader di Al Quida è servita, affiancandolo così alle figure di Elvis Presley, John Lennon, Paul McCartney e Jim Morrison.