Solo pochi giorni e si conosceranno i vincitori degli Oscar 2011, nella serata che si tiene al Kodak Theatre il 27 febbraio. Nella categoria Miglior Film sono ben dieci i candidati, alcuni accreditati, altri apparentemente senza speranza. Tra i favoriti spuntano “Il discorso del re” e “The social network“.

Pare che siano stati questi, a detta di molti critici, i migliori film della passata stagione. “Il discorso del re” di Tom Hooper, che racconta delle difficoltà di loquela di Giorgio VI d’Inghilterra, ha già persino vinto molti premi e ha 12 nomination in totale, mentre “The social network” è stato girato da David Fincher, considerato uno dei più virtuosi registi attualmente. Due lungometraggi, i favoriti, che si ispirano a storie vere, forse perché ormai la realtà sta superando di gran lunga l’immaginazione.

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Non sarebbe d’accordo Christopher Nolan, che con il suo “Inception” è un altro dei candidati come miglior film. Il lungometraggio, che snocciola sogni e immaginazione a go-go, si è persino meritato, alla sua uscita in Italia, un articolo da parte di Vanity Fair che ne spiegava la trama. Non è una novità per Nolan essere incompreso, tanto che quando uscì il suo “Memento”, nel 2000, all’interno del DVD si premurò di far inserire anche un differente montaggio del film con un andamento lineare.

Tra i candidati ci sono anche lo struggente e molto apprezzato “Winter’s bone“, ma anche “Black swan” di Darren Aronofsky, regista che pare avrebbe dovuto girare “The fighter“, anche questo candidato ma diretto alla fine da David O. Russell. Gli ultimi tre film, in ordine di pronostico, sono “I ragazzi stanno bene“, la storia di alpinismo “127 ore” diretta da Danny Boyle, e il cartone “Toy Story 3“.

Non ci resta che attendere, anche se non possiamo fare a meno di notare come molti di questi film abbiano caratteristiche in comune come appunto il fatto di ispirarsi a storie vere, ma anche dei personaggi, la cui caratterizzazione, casualità o no, corrisponde a volte con il nome che è stato dato loro. La notte degli Oscar alterna come sempre colpi di scena a vincitori acclamati da tempo: e come accade, ad esempio, nei film di Nolan o di Fincher, ci si chiede dove si andrà a parare.