Paola Turci presenta il suo nuovo singolo “Devi Andartene”, dedicato all’esercizio del potere o, come suggerisce Il Fatto Quotidiano, al dimissionario Silvio Berlusconi. La canzone è stata presentata mercoledì scorso proprio sul sito de Il Fatto, che difficilmente si occupa di musica. Il brano anticipa il quindicesimo album della cantautrice, “Le Storie Degli Altri”, in uscita a fine Gennaio, e il testo è stato scritto da Marcello Murru.

«Devi andartene, devi andartene via, perché il tempo passa, passa e va a stringere».

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Più che un invito, sembrerebbe un ordine, un’imposizione ad andare via: Paola Turci canta un testo arrabbiato, se la prende con la politica, con gli italiani, paragonandoli a un arsenale di burattini, anche se “ogni stagione ha il suo aprile” – riferendosi all’insurrezione popolare italiana del 25 aprile 1945.

Un testo arrabbiato, ma il tono è stanco e le note sanno di blues in questa ballata. Una Paola Turci triste, irritata dagli eventi, ma liberata, da uno sfogo che non ha potuto fare a meno di incidere. Tuttavia, non si sbilancia affatto sullo stato della politica italiana e sull’ipotesi di dedica a Silvio Berlusconi. Infatti dichiara:

«Il tema è universale e riguarda l’esercizio del potere, che distrugge i paesi e i popoli. Potrebbe parlare di Gheddafi, di Franco. Certo, è rivolto anche all’Italia, ma Berlusconi non vorrei nominarlo neanche».

A dispetto di ciò, ricordiamo che per Paola non è la prima volta davanti a un microfono per Silvio. Infatti, la cantautrice romana pubblicò nel 2002, all’interno dell’album Questa Parte Di Mondo, un brano intitolato “Un Bel Sorriso In Faccia!”, dedicato al premier – anche se non ufficialmente.

Molti artisti del panorama italiano hanno scritto e cantato riferendosi in maniera ufficiosa a Silvio Berlusconi, senza nominarlo direttamente, ma facendo espliciti riferimenti alla sua vita privata, ai lifting e alle feste in villa. Paola Turci in “Devi andartene”, invece, senza nominarlo, ha fatto da colonna sonora a un video – di cui consigliamo la visione – in cui scorrono le immagini più imbarazzanti del premier e le pagine dei giornali di tutto il mondo, che hanno beffeggiato il suo comportamento.

Fonte: Il Fatto Quotidiano