La Scimmia è il nuovo reality show di Mediaset, che sarà condotto da Giulia Bevilacqua. Si tratta di un multipiattaforma, che parte oggi con lo streaming sul Web, per poi essere trasmesso dal 6 ottobre, ogni sabato alle 14, e poi in una striscia quotidiana che va in onda dal lunedì al venerdì alle 17,45.

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Il concetto è di un reality che probabilmente va contro l’idea che accompagna da sempre questo genere di trasmissioni, poiché è volto verso cultura e istruzione. La Scimmia, infatti, tratterà di alcuni ragazzi che hanno interrotto gli studi di liceo scientifico o sono stati respinti alla maturità, cercando, attraverso l’aiuto di insegnanti e personaggi pubblici, di motivare questi giovani a completare gli studi medi superiori in nove mesi.

Non si conoscono naturalmente ancora i metodi di insegnamento che La Scimmia utilizzerà, ma i ragazzi nelle scuole sono spesso demotivati e mancano di stimoli, e quindi probabilmente si punterà sulla motivazione. E quale migliore motivazione se non una borsa di studio di 25.000 euro per proseguire all’università e del denaro per avviare un’attività imprenditoriale?

Il modello narrativo del reality sarà quello della docufiction, tuttavia il dirigente gli insegnanti saranno reali, e si chiamano Walter Siti (preside), Niccolò Agliardi (musica), Silvana Grasso (latino e greco), John Peter Sloan (inglese), Federico Starnone (matematica e fisica), Errico Buonanno (italiano) ed Edoardo Camurri (storia e filosofia). Tra i personaggi pubblici che accompagneranno i ragazzi ci sono Checco Zalone, I Soliti Idioti, Fabrizio Bentivoglio, Giorgio Tirabassi e Carlo Verdone.

Ci si chiede però se si tratti di un metodo educativo corretto. Le intenzioni sono sicuramente le migliori: aiutare dei giovanissimi a uscire dal proprio guscio attraverso un mezzo che conoscono bene, la televisione dei reality, è certamente cosa nobile, ma forse ci si deve domandare se questa sarà una strada facile, un percorso alternativo che come certi talent show (quelli musicali in particolare) hanno soppiantato l’idea tradizionale dell’impegno e della gavetta.

È ancora presto per trarre giudizi e comunque c’è anche un’altra domanda fondamentale, ma che riguarda l’eventuale audience, ovvero la scommessa della multipiattaforma Internet-TV. Già un altro reality vi puntò, uMan-Take Control, ma fu un flop, da addebitarsi tuttavia esclusivamente alla “fretta” di andare in onda. Questo reality ha un punto di forza e al contempo di debolezza: rivolgendosi ai giovanissimi, questi sono più avvezzi a utilizzare il Web, ne risentiranno gli ascolti televisivi?

Fonte: Blogosfere.