Anche se ormai tra i tanti negozi, più o meno grandi, si trova ogni soluzione culinaria (dagli ingredienti ai piatti già belli e pronti) riuscire a fare le cose da sé in casa dà sempre una soddisfazione e un gusto diverso a quello che si mangia.

Questo vale anche per la pasta fresca, un’arte che, secondo una nuova ricerca, rischia di scomparire entro i prossimi 20 anni.

Lo studio è stato svolto dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) secondo la quale molte delle trasformazioni alimentari domestiche sono a rischio estinzione entro  i prossimi 18 anni. Le prime due arti a scomparire saranno proprio la panificazione e la pasta fatta in casa.

La ricerca ha evidenziato un costante declino del numero delle persone in grado di fare, a casa, la pasta e il pane. Negli anni ’60 oltre il 40% della popolazione italiana era in grado di farlo, una percentuale che è scesa al 30% nei due decenni successivi, per arrivare ai nostri giorni in cui solo due persone su 100 sono in grado di usare farina, uova e lievito.

Quindi, se si continuerà a questo ritmo, entro il 2020 solo lo 0,4% della popolazione (224 mila individui su 61 milioni) avrà ancora la conoscenza di questa antica arte che è alla base di tutta la tradizione gastronomica italiana.