Le donne che stanno provando ad avere un bambino sono particolarmente interessate a sapere con esattezza quale è il loro periodo fertile per provare a restare incinta. Si tratta del momento in cui, nell’apparato riproduttivo della donna, è in atto l’ovulazione, e in teoria vi sarebbero maggiori probabilità di far innestare una gravidanza.

Chi ha un ciclo mestruale piuttosto regolare (poche in realtà) potrebbe imparare ad individuare con esattezza il proprio periodo fertile. Il metodo alternativo per conoscerlo potrebbe essere quello di acquistare stick elettronici in vendita nelle farmacie e nelle parafarmacie.

Questi ultimi sono strumenti che indicano i giorni di fertilità della donna e che quindi, oltre a consentirle di sapere quando provare a rimanere incinta, possono servire anche per la situazione contraria, ossia quando si vuole conoscere il periodo più a rischio in cui si potrebbe innestare una gravidanza non desiderata.

Un’altra alternativa ancora per sapere che è in atto l’ovulazione, e che quindi ci si trova nel presunto periodo fertile, è quello di fare caso ad alcuni sintomi che il corpo manifesta.

Periodo fertile: 3 sintomi per individuarlo

  1. Muco cervicale: quando si avvicina l’ovulazione, il muco cervicale diventa più abbondante e assume una consistenza quasi cremosa (molto simile al bianco dell’uovo). Quando l’ovulazione è assente il muco è invece poco presente ed ha una consistenza più appiccicosa.
  2. Aumento del desiderio sessuale: si tratta di un sintomo assai soggettivo ma a quanto pare a ridosso dell’ovulazione per la donna è normale avvertire una voglia maggiore di fare l’amore.
  3. Temperatura basale: monitorarla pare essere ancora oggi uno dei metodi fai da te più comuni per cercare di capire quale sia il periodo fertile in cui provare ad avere un figlio. Le misurazioni costanti permetterebbero infatti di sapere quando la temperatura del corpo aumenta (sintomo che l’ovulazione potrebbe essere in atto) perché aumenta anche l’ormone progesterone. Ovviamente si tratta di un metodo che non può offrire certezze e che anzi è piuttosto inefficace, anche perché la temperatura del corpo può variare percettibilmente a causa di molte altre ragioni che non siano l’ovulazione stessa.