È ancora legata ad un problema di coscienza da parte dei medici e dei farmacisti la distribuzione della tanto chiacchierata pillola del giorno dopo, la pillola che, se somministrata entro le 72 ore dal rapporto ritenuto a rischio, impedisce un’eventuale gravidanza.

Accade spesso, infatti, che una donna che necessita di questa pillola riceve un rifiuto dal proprio medico curante, che deve prescriverla, o dal farmacista, che deve venderla, perché pur essendo un semplice contraccettivo, molto diversa dalla pillola abortiva Ru486 da poco in uso negli ospedali del nostro Paese, è comunque ritenuta responsabile di interferire con una eventuale gravidanza. In questo caso, medici e farmacisti che fanno obiezione di coscienza appellandosi alla legge n.194 del 22 maggio 1978, devono comunque avere il buon senso di indirizzare la persona che chiede il farmaco presso colleghi non obiettori, e garantire il farmaco alla richiedente. Il tutto ovviamente nell’arco delle 72 ore oltre le quali il farmaco sarebbe inefficace.

Ma mentre in Italia continuano battaglie legali e discussioni morali legate a questo tema, all’estero, in diversi paesi europei, è stata già trovata un’adeguata soluzione. In Spagna, la pillola del giorno dopo si vende da circa un mese nelle farmacie, come semplice farmaco da banco, a donne di tutte le età, grazie ad un’ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito tale decisione all’interno di una politica mirata a ridurre il numero degli aborti. Vendita libera inoltre anche in USA, Francia, Regno Unito, Belgio, Danimarca e Lussemburgo.

Ma quali effetti, fisici e psicologici, potrebbe avere su una donna una gravidanza indesiderata, che magari poteva essere evitata?