Sui possibili rischi che consumare alcolici in gravidanza può portare sono stati scritti fiumi di testi, e le teorie a riguardo sono molteplici. Ultimo in ordine di tempo è lo studio portato avanti da un team di ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto, i quali rassicurano le future mamme che non vogliono rinunciare a un paio di drink ogni tanto.

Uno o due bicchieri di vino o altri alcolici a settimana non danneggiano il feto, e non incrementano le probabilità che il bimbo nasca prematuramente. Si parla di circa 10 grammi al giorno consentiti, tuttavia sono gli stessi studiosi a ribadire che superando questa dose i danni potrebbero essere irreparabili.

Solo per fare un esempio, bevendo un bicchiere e mezzo di vino al giorno, pari a circa 30 grammi, la crescita regolare del feto sarebbe in pericolo. Poiché tuttavia è spesso difficile stabilire il tasso alcolico di una bevanda, la raccomandazione dei medici è sempre quella di astenersi il più possibile dal consumo di alcolici durante la {#gravidanza}.

Se si parla del primo trimestre di gestazione, inoltre, i rischi per il {#bambini} sono anche maggiori, e in questo caso potrebbero verificarsi malformazioni ma anche casi di mortalità fetale. Come sottolinea Patrick O’Brien del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists:

“Le donne dovrebbero essere attente circa la quantità di alcol che consumano durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.”

Per una donna incinta eccedere con il consumo di alcolici potrebbe voler dire provocare problemi al feto sia per quanto riguarda lo sviluppo intellettivo sia morfologico. L’alcol, infatti, viene assorbito dal nascituro attraverso la placenta e, in alcuni casi, si può anche arrivare a provocare una sindrome feto-alcolica, una patologia che si caratterizza per tutta una serie di disturbi e ritardi mentali permanenti che non hanno origine genetica, ma che sono causati da un abuso di alcol in gravidanza.