Sempre meno figli in Italia, e sempre più soggetti alle allergie. Tra i Nord e il Sud della penisola, ad avere la peggio sono i bambini di Milano, dove gli adolescenti che soffrono di intolleranze di vario tipo sono circa novanta mila.

Le allergie si sviluppano soprattutto nei figli unici, o comunque all’interno delle famiglie poco numerose, soprattutto se il livello di benessere è medio alto. Che fine ha fatto l’inquinamento come fattore scatenante? Stando ai dati resi noti nel corso del sesto “Milan International Meeting on Paediatric Allergy”, le cause vanno ricercate nell’ambito sociale ed economico.

«Oggi le famiglie diventano micro, le donne fanno pochi figli e in tarda età, il benessere nonostante la crisi continua a essere la condizione predominante. È stato osservato un rapporto: tanto è più ricco un Paese, tanto più alta è la percentuale di asma e allergie. Sembra sia il prezzo da pagare per il benessere.»

A parlare è Alessandro Fiocchi, direttore di Pediatria della clinica Macedonio Melloni di Milano, il quale mette in evidenza come il calo delle nascite e l’innalzamento dell’età materna rappresentino due fattori che incidono molto sull’incremento di allergie nei minori, soprattutto in aree metropolitane come quella di Milano. Solo per fare un esempio, sembra che per il quintogenito il rischio di allergie si riduca della metà rispetto ai fratelli maggiori, probabilmente perché il suo sistema immunitario è messo a dura prova già dalla nascita a causa dei virus e batteri che circolano in casa portati dai più grandi.

Dal punto di vista materno, invece, che ruolo ha la mamma nel prevenire o incrementare il manifestarsi di allergie del nascituro? Anche in questo caso, più gravidanze garantiscono forse una risposta migliore dei bambini alle intolleranze, come spiega il pediatra Attilio Boner dell’Università di Verona.

«La gravidanza è di per sé un fenomeno allergico. Il feto non deve essere riconosciuto come corpo estraneo e manda dei segnali per ridurre la risposta dell’organismo materno. Più persistono questi segnali più c’è uno sbilanciamento a favore dell’allergia. È possibile che questo fenomeno si riduca al secondo, terzo, quarto figlio, che la mamma sia più capace di far figli sani

Ma c’è di più. Pare che portare avanti più gravidanze in giovane età, possibilmente abbastanza ravvicinate tra loro, possa in qualche modo fortificare i figli e limitare l’insorgere di allergie: una possibilità oggi alquanto rara, infatti la maggior parte delle donne italiane rimanda la maternità e opta per il figlio unico.