In Italia c’è carenza di posti di lavoro? Non per tutti. Ad affermarlo è uno studio di Unioncamere che ha indagato sulle professioni più ricercate, stilando anche l’elenco di quelle cosiddette scomparse, mestieri introvabili che sembra nessuno, o quasi, voglia fare più.

Le aziende, a quanto pare, vagano alla ricerca di alcune figure professionali insospettabili, lavori high skill che toccano da vicino il settore della sanità, ma anche quello dell’informatica. Infermieri, farmacisti, sviluppatori di software, parrucchieri. Trovare lavoro non dovrebbe essere difficile per coloro che esercitano questi mestieri, almeno secondo quanto emerge dal sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.

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Su quasi seicento assunzioni non stagionali stimate entro il 2011, circa 117 mila sono classificate dalle imprese come “introvabili”, o di difficile reperimento. Si parla di un quasi 20% di mestieri molto ricercati dalle aziende che assumono ma evidentemente poco diffusi attualmente. Insomma, sembra proprio che domanda e offerta non siano destinate ad andarsi incontro.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono queste figure professionali più ricercate dalle aziende. Circa 1600 posti vacanti sarebbero destinati a infermieri professionali, 1000 agli sviluppatori di software, 600 ai farmacisti e 570 ai progettisti meccanici. Figurano, a seguire, parrucchieri, addetti alla reception, autisti di pullman, idraulici e consulenti fiscali.

Esiste un modo per evitare che si formi un così profondo divario tra l’offerta di lavoro e le capacità professionali di chi è alla ricerca di un impiego? Il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello sottolinea l’importanza della formazione sul campo, ribadendo l’utilità per i giovani di stage e tirocini formativi concepiti come metodo di apprendimento pratico da alternare agli studi.

“La delicatezza del contesto economico mette ulteriormente in luce il difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro: il lavoro viene offerto dalle imprese ma queste ultime hanno talvolta, e soprattutto per alcune professioni, grandissima difficoltà a trovare il candidato con i requisiti giusti. Sempre più preziosa, quindi, diventa la possibilità di integrare meglio il momento della formazione scolastica e universitaria con quello della formazione sul lavoro, valorizzando quindi tutte quelle modalità che consentano di avvicinare i giovani alla realtà delle imprese, attraverso, ad esempio, percorsi di alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini formativi”.

Fonte: CamCom