Divenuto famoso per “I bambini fanno oh”, il cantante Povia ha fatto tanta strada nel mondo della musica, tanto che oggi è in tour per presentare in tutta Italia il suo nuovo disco, “Scacco matto”, che contiene tra le altre la canzone “La verità”, ispirata alla storia di Eluana Englaro e portata a Sanremo quest’anno.

Oltre al tour “canonico”, Povia è sul palco del “Sete di radio tour“, kermesse nata da Dreher e da Radionorba: un truck giunge in tutte le piazze d’Italia e in questo periodo è stato in Puglia, peraltro regione d’origine di Povia, coniugando birra e buona musica.

Povia si è esibito dal vivo a Maglie, in provincia di Lecce, dove ha incontrato noi di DireDonna, svelandoci qualcosa della sua vita e della musica. Ad accoglierlo un bagno di folla e tanti bambini, che ha salutato calorosamente, dato che adora i piccoli, alla cui innocenza ha anche inneggiato in una canzone.

Nelle tue canzoni, parli spesso di temi sociali: credi che nella musica si debba parlare di argomenti generici e non di se stessi?

Nella musica non c’è una regola, se scrivi quello che ti senti di scrivere e sei intellettualmente onesto, se racconti una storia onesta, perché no? Sta alla gente credere alla buona fede di una persona. Quello che racconto è ciò che vedo in giro e che non mi piace, situazioni che mi fanno salire il sangue al cervello. Poi ci sono anche canzoni d’amore, però, in cui magari avrei voluto avere quella storia lì, o anche storie d’amore che invento.

Hai mai utilizzato la musica per conquistare una donna?

Sempre no? Io utilizzo la musica per conquistare le persone, quando scrivi una canzone d’amore cerchi di entrare nel cuore di qualsiasi persona e ricorda che in ogni cuore di uomo c’è un po’ di donna e viceversa.

Tu sei sempre in tour per promuovere la tua musica, il disco in uscita e ora anche il “Sete di radio tour”. Come concili famiglia e lavoro?

Ci sono tanti lavori che ti allontanano dalla famiglia, anche chi fa il camionista sta spesso lontano dai suoi cari. Sento tantissimo la mancanza delle mie bimbe, però fortunatamente riusciamo a gestire la cosa, ogni settimana comunque sono a casa almeno un paio di giorni.