La provincia di Udine ha deciso di promuovere la proposta, avanzata da Cisl Alto Friuli e Fai, per consegnare una certificazione etica per il prosciutto di San Daniele.

Un valore aggiunto per un prodotto di eccellente qualità funzionale ad incrementare la quota di export nei mercati anglosassoni”. Così l’assessore provinciale alle attività produttive, Leonardo Barberio, ha definito la certificazione.

Di questa proposta si è discusso a palazzo Belgrado durante un incontro al quale sono intervenuti i rappresentanti provinciali della Cisl, della Cgil, ma anche dell’Inequ (Istituto Nord Est Qualità), dell’Associazione regionale allevatori, dell’Asdi Parco Agroalimentare di San Daniele e dell’amministrazione locale.

Questa ‘etichetta morale’ che nei paesi anglosassoni viene percepita come un plus del prodotto”  continua Barberio  “va a valorizzare una produzione di elevato livello qualitativo, presente sul mercato mondiale e che, malgrado la crisi, sta registrando numeri più che buoni. L’unica criticità registrata dal è relativa al prosciuttificio Brendolan la cui produzione mi auguro venga assorbita al più presto dal comparto”. E riguardo la certificazione l’assessore fa sapere che “non si tratta di un processo complesso ma di un’autocertificazione dell’impegno degli operatori coinvolti nelle varie fasi produttive, della responsabilità dei singoli nei confronti dei colleghi, dell’azienda, della società e nel rispetto dell’ambiente”.

Per ora la proposta sarà sottoposta al Consorzio cui dovrà decidere se adottare il protocollo o meno.

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