Torna Roberto De Mattei, il vicepresidente del CNR, sulle frequenze di Radio Maria. E, dopo l’elogio dello tsunami nipponico perché dono del Signore, lo studioso ha oggi un nuovo castigo da enunciare: quello nei confronti delle persone omosessuali. Secondo lo storico, infatti, l’Impero Romano è caduto per colpa dei gay, punito da Dio con l’invasione barbara per purificare il territorio dalla presenza degli “invertiti”.

Non c’è certo stupore nelle parole di De Mattei perché, a seguito delle dichiarazioni scioccanti sul terremoto in Giappone, era prevedibile un nuovo attacco dai toni forti. Quello che disturba, tuttavia, è l’incompatibilità del suo integralismo religioso con la carica di vicepresidente del Comitato Nazionale delle Ricerche, un ente scientifico che dovrebbe essere scevro dal mito e dalle credenze.

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Per giustificare le proprie posizioni omofobe, De Mattei ha riportato le parole di Salviano di Marsiglia. Secondo l’uomo, oggi come allora sarebbero stati gli scandali di una società libertina ad aver provocato il fallimento della politica e delle istituzioni, perché alcuni “pochi invertiti” avrebbero “infettato” il tessuto sociale con la loro assenza di moralità.

“A Cartagine quel vizio era una vera peste, anche se i travestiti non erano moltissimi. Succedeva, però, che l’effeminatezza di alcuni pochi contagiava la maggioranza. Si sa, per quanto pochi siano ad assumere atteggiamenti svergognati, sono molti a contagiarsi con le oscenità di quella minoranza. Un’unica prostituta fa fornicare molti uomini e lo stesso succede con l’abominevole presenza di pochi invertiti: infettano un bel po’ di gente. Gli uomini effeminati e gli omosessuali non avranno accesso al Regno di Dio”.

Più volte il CNR ha manifestato il proprio dissenso per le parole di De Mattei, chissà che, a seguito di questo nuovo attacco, non faccia altrettanto. E mentre Radio Maria discute degli abominevoli invertiti, la Chiesa Cattolica si imbatte in una nuova polemica, rinnovando la propria lotta al preservativo nonostante il drammatico dilagare dell’HIV.