Se nel 2006 Sacha Baron Cohen, due volte vincitore del premio BAFTA, stupì il mondo portando sul grande schermo la controversa figura del giornalista kazako Borat nel film “Borat: Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan”, ora con “Brüno” supera ogni limite di spregiudicatezza e sfacciataggine.

Dall’incursione alla sfilata milanese dello scorso anno della stilista Agatha Ruiz de La Prada, dove è stato braccato e arrestato dalla polizia nostrana, al pericoloso incontro in Cisgiordania con il capo di una nota setta terroristica, la produzione di “Brüno” si è dovuta barcamenare tra minacce della FBI e di gruppi fondamentalisti in giro per il mondo.

Brüno è un gay austriaco, pazzo per la moda, che conduce un famoso programma che viene trasmesso in tutti i Paesi dove si parla tedesco, eccetto che in Germania. La sua missione è diventare la più grande celebrità austriaca, superando anche la fama di Hitler.

Nell’affannosa ricerca della fama, Brüno è disposto a tutto: come Angelina Jolie si compra (lo scambia per un iPod) un bambino africano, come Bono degli U2 si dedica alla beneficenza, come John Travolta cerca di diventare un eterosessuale. Si scontra con Hollywood e il mondo vacuo e falso della celebrità: dai genitori disposti a fare la liposuzione sul proprio figlio di pochi anni pur di apparire, all’intervistare Paula Abdul, la giudice di American Idol, seduta sulla povera schiena di un messicano.

Tra scene più o meno esplicite, volgarità e parti intime nude e colorate, l’irriverente e spregiudicato Sacha Baron Cohen denuncia il mondo superficiale e fittizio delle celebrità, dalla moda alla musica, passando per il cinema.

Aldilà della lezione sulle varie posizioni dell’atto sessuale e sulle differenze tra omosessuali ed eterosessuali, il camaleontico Sacha Baron Cohen riesce a strappare molti sorrisi con una pellicola che scivola via velocemente.

Già con “Borat” aveva sconvolto il mondo, adesso con “Bruno” sicuramente riesce a far parlare di sé.

Nonostante i temi trattati siano importanti, quali le contraddizioni dell’America divisa tra “machismo” e apparenza, o l’essere disposto a tutto per la fama, il modo e lo strumento che viene utilizzato lasciano perplessi. Ridicolizzare e volgarizzare messaggi importanti o riflessioni profonde rischia di lasciare un tenue sorriso sullo spettatore e nulla più.

Il film, diretto da Larry Charles, prodotto, co-sceneggiato e interpretato da Sacha Baron Cohen, esce nelle sale italiane oggi, 23 ottobre.

Una clip divertente: