Cella 211” è un drammatico e potente prison – movie spagnolo diretto dal regista Daniel Monzòn, uscito al cinema il 16 aprile.

Dopo aver conquistato i botteghini nazionali, aver vinto ben otto premi Goya, gli Oscar del cinema spagnolo, il film ha raccolto il plauso della critica e del pubblico al Festival di Venezia e a quello di Toronto.

“Cella 211″ racconta e denuncia la vita in carcere, tra le miserie e la naturale violenza dei suoi abitanti.

Juan Olivier (Alberto Ammann) è sposato e sua moglie è incinta. Per assicurare un futuro stabile alla sua famiglia, Juan accetta il lavoro di secondino alla prigione cittadina.

Per fare buona impressione ai nuovi datori di lavoro, Juan si presenta con un giorno d’anticipo sul primo turno di guardia. Per una fatale coincidenza Juan si ritrova nel braccio di massima sicurezza quando scoppia la rivolta.

Il carismatico e spietato Malamadre (Luis Tosar) capeggia i rivoltosi e usando tre prigionieri dell’ETA come merce di scambio, chiede solo condizioni di vita più umane per i carcerati.

Il giovane Juan, capisce fin da subito che per sopravvivere si deve fingere un galeotto come gli altri. Il rapporto tra Juan e Malamadre, tra violenze e soprusi, cresce e si modifica scoprendo nel galeotto un lato umano profondo e in Juan un criminale.

“Cella 211″ è un film molto potente, molto adrenalinico che non lascia mai lo spazio allo spettatore di respirare. È un film denuncia contro le istituzioni e contro la società moderna. Il microcosmo del carcere si basa su rapporti di forza, dove i deboli possono solo perire. Con astuzia e intelligenza si può sopravvivere, ma bisogna sempre far attenzione a non cadere nell’inferno della corruzione e della violenza.

Il film connota anche un forte messaggio politico: il problema della situazione carceraria è comune a tutti i paesi europei. Carceri sovraffollate, detenuti che vivono in condizioni disumane, violenza gratuita da parte dei secondini sono tutti temi d’attualità che affollano le pagine di cronaca nera dei principali quotidiani.

“Cella 211″ esprime anche un giudizio politico sull’ETA: attraverso una battuta di Malamadre, i militanti dell’ETA sono tacciati di essere dei codardi poiché mietono vittime tramite esplosioni e quindi non per mano diretta.

Ottima la regia come il cast, in particolare il noto attore spagnolo Luis Tosar che interpreta Malamadre e l’esordiente Alberto Ammann nel ruolo di Juan.

“Cella 211″ è un film molto drammatico, crudo, intenso e molto violento psicologicamente.