Da uno studio condotto dalla San Francisco State University emerge quanto siano comuni le relazioni aperte tra coppie delle stesso sesso.

San Fransisco ospita una delle comunità gay più importanti al mondo e proprio qui è stato condotto uno studio, della durata di tre anni, su come 556 coppie gay strutturano il loro rapporto. La documentazione prodotta dai ricercatori Colleen Hoff e Sean Beougher della UCSF ha poi rivelato che il 50% delle coppie pratica sesso extraconiugale senza nascondere nulla al proprio partner.

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“Nelle coppie eterosessuali, questo viene chiamata tresca o tradimento”, uno degli intervistati, Dean Allemang, 50 anni consulente tecnologico dell’Oakland, sostiene serafico:” Credo sia abbastanza naturale per gli uomini continuare a volere una vita sessuale attiva e varia, io non possiedo il mio amante, né il suo corpo…”

Così ammette Colleen Hoff. Le chiamano le relazioni di San Francisco, definizione, coniata dalla comunità gay del posto che sta a indicare una duratura coppia di uomini che ha incontri sessuali extraconiugali. La ricerca condotta ha fatto emergere che questo tipo di concezione della vita di coppia è molto più diffusa e normale di quanto si pensasse, solo che non se ne parlava.

Una relazione non monogama, può quindi non avere alcuna accezione negativa. Infatti, tre persone su quattro descrivono la relazione aperta come una cosa assolutamente positiva che permette di soddisfare il proprio impulso sessuale pur senza mentire al proprio partner e nel pieno rispetto della coppia.

Sta di fatto che, come nelle relazioni monogame, anche in quelle aperte esistono delle regole accettate da entrambi i partner, regole molto importanti che, se infrante, possono ledere seriamente la stabilità della coppia. Gli accordi, riguardo la libertà sessuale all’interno di una coppia possono riguardare il dove, quando, con chi e quante volte.

Non bisogna dimenticare che nell’ambito degli accordi coniugali delle coppie gay non monogame, le regole poste sono volte a limitare la trasmissione di malattie quali l’HIV. Come afferma la stessa Hoff:

“[…] la rottura degli accordi sessuali o se qualcuno non è chiaro con il proprio partner, può rendere entrambi vulnerabili alla contrazione dell’HIV […] senza un consenso comune, mentre un partner potrebbe essere coinvolto in un comportamento rischioso al di fuori della relazione di coppia, l’altro potrebbe essere inconsapevole del conseguente rischio […]”.

Uno studio inglese del 2010, “Monogamia gay: ti amo ma non posso fare sesso solo con te”, ha riscontrato che nessuna delle coppie intervistate definiva la monogamia come esclusività sessuale. Infatti anche se dichiaravano di essere monogami, tutti avevano rapporti extraconiugali. Ciò che è emerso da questo studio è che la fedeltà è intesa a livello emotivo e, più precisamente, andare con un’altra persona, fintanto che si è attratti solo fisicamente, non significa tradire.