La pop star Rihanna, che a soli 21 anni ha già venduto 15 milioni di dischi in tutto il mondo grazie a hit come “Umbrella”, per la prima volta rompe il silenzio in merito alla grave vicenda di cui è stata protagonista lo scorso febbraio, quando l’allora fidanzato, il rapper 19enne Chris Brown, la picchiò brutalmente in seguito ad una una lite.

Difficile non ricordare le foto del volto tumefatto della ragazza, che hanno fatto il giro del mondo: Chris Brown, in seguito, è stato condannato a 5 anni di lavori socialmente utili, ad un anno di terapia psicologica di aiuto e, soprattutto, a stare lontano dalla fidanzata. Ma nonostante ciò la cantante è tornata a frequentarlo, seppur per un breve periodo.

Di questa scelta apparentemente incomprensibile, e di come avesse vissuto il terribile episodio, Rihanna non aveva mai parlato.

Ha scelto di farlo per la prima volta tramite un’intervista esclusiva concessa alla popolare trasmissione americana “Good Morning America“, andata in onda lo scorso 6 novembre sulla rete ABC: durante un’accorata conversazione con la anchorwoman Diane Sawyer, Rihanna ha raccontato delle propria dolorosa esperienza, e di come tutto iniziò a causa di un SMS arrivato sul cellulare di Brown da parte di una ragazza.

“Lo avevo smascherato, mi aveva detto una bugia […] gli dissi che non avrei accettato che mi mentisse. Lui non sopportava, invece, che io proseguissi a parlargli di questo, e tutto d’un tratto divenne orribile […] In quel momento, i suoi occhi erano senz’anima… Non erano più gli stessi occhi della persona che diceva di amarmi, era come se fosse in corto circuito”.

Il rapporto redatto dalla polizia di Los Angeles racconta che Brown la spinse contro il finestrino dell’auto e la prese a pugni sul viso diverse volte.

Rihanna conferma e aggiunge che non è stata in grado di difendersi.

“Mi chiedevo solo quando sarebbe finito tutto questo… cercavo solo di fermarlo”.

Finché, fortunatamente, le sue grida hanno spinto qualcuno a chiamare il 911 segnalando la situazione in corso. Nonostante la violenza subita, Rihanna per un breve periodo ha ripreso la relazione con Brown.

“Ero molto confusa, e in preda ad un groviglio di emozioni (ricorda) ero ancora innamorata di lui e questo offuscava il mio giudizio. E mi sentivo così sola… non potevo nemmeno tornare a casa mia perché c’erano circa 200 persone appostate ad attendermi, tra giornalisti, paparazzi, fan, conoscenti. Inoltre sentivo di dover proteggere Chris, sapevo che il mondo intero lo avrebbe odiato”.

In realtà molti psicologi sostengono che non sia inusuale, per le vittime di violenza domestica, tornare dal proprio aggressore. Almeno per un primo momento: dopo il breve viaggio che la coppia fece a Miami a marzo, Rihanna ha capito che non poteva perdonarlo e ha chiuso definitivamente la storia.

“Durante i mesi scorsi non ho parlato con nessuno di quanto è successo: non con gli amici, non con la mia famiglia. Era semplicemente qualcosa a cui non volevo pensare: l’ho chiusa in una scatola e l’ho ignorata”.

Ma adesso, dice, ha deciso di parlarne pubblicamente perché vuole che la sua storia possa essere d’aiuto a chi ha subito lo stesso trauma e, soprattutto, per convincere le giovani donne, le più fragili, a non ripetere il suo stesso errore tornando dal partner che abbia commesso abusi:

“È normale tornare indietro. Ma non è giusto: smettetela di chiedervi dove avete sbagliato, cosa avete detto o fatto di male. Voi non c’entrate nulla, il problema è solo loro. E quando ho capito che la mia decisione egoistica, il mio esempio sbagliato, poteva risolversi in qualche giovane ragazza uccisa da un partner violento, ho capito che non potevo proseguire oltre ed essere responsabile di un tale esempio”.

Inoltre, Rihanna si rivolge ai propri fan:

“voglio che superino questa cosa e vadano avanti con me. Non voglio che mi identifichino in questo: è solo una cosa che mi è successa. Non sono io”.