Il processo a Ruby Rubacuori per ingiurie si terrà il prossimo 16 dicembre. Sempre che le giunga la notifica di comparizione. I malpensanti che ieri l’attendevano al varco al tribunale di Maglie, in provincia di Lecce, dove si sarebbe dovuta presentare dinanzi al giudice di pace con l’accusa di ingiurie, avranno pensato che “avesse degli impegni”, come a volte accade quando deve recarsi davanti ai giudici il premier Silvio Berlusconi, coinvolto con Ruby nel Rubygate.

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Pare infatti che la causa della non comparizione di Ruby sia sa addebitarsi alla scarsa precisione con cui è stato inviata la richiesta via posta: non è stato trovato il suo domicilio a Genova e quindi è tutto rimandato tra sei mesi. Tutta colpa di un difetto di notifica quindi, nessun giallo.

Ruby è stata accusata di ingiurie dopo aver aggredito verbalmente Mino Brandolino, il proprietario del locale che l’aveva invitata come ospite. Questi sostiene che Ruby non abbia soddisfatto le aspettative, per cui avrebbe visto sfumata una possibilità di guadagno, e le avrebbe abbassato il cachet, vedendosi poi aggredito. Una diva capricciosa e piena di sé, appare questo Ruby nel suo soggiorno salentino.

Tuttavia, le voci di popolo sono altre, e il fatto che Ruby sia rimasta a piedi e si sia lasciata aiutare da uno dei manifestanti (che peraltro protestavano per l’organizzazione di una simile serata) per il ritorno al suo resort è qualcosa che cozza un po’ con tutti i racconti resi finora. Se le accuse saranno provate vere, Ruby dovrà pagare in termini di giustizia, mentre sta già ampiamente pagando con l’opinione pubblica. A meno che il presunto reato non vada in prescrizione.