Tempo di saldi e tempo di grandi acquisti in tutta Italia e possibilità di fatturato per negozianti e aziende legate al mondo della moda, che mai come quest’anno hanno bisogno di rimediare alle vendite prenatalizie che non sono andate molto bene.

In questa corsa agli acquisti, iniziata gradualmente in quasi tutte le regioni italiane, è però opportuno tenere in considerazione alcuni consigli per fare in modo che il momento dei saldi invernali non diventi una corsa all’accaparramento di capi di abbigliamento magari di moda ma non necessariamente economici o di qualità. Il decaologo lo ha stilato la stessa Aduc, l’Associazione per i diritti di utenti e consumatori.

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Punto primo: nei giorni precedenti alle svendite non fare acquisti a meno che non siano necessari. Meglio magari fare un giro per negozi per controllare i cartellini coi prezzi pieni e ritornare per verificare se effettivamente c’è un significativo ribasso.

Attenzione però a non fermarsi nel primo negozio che si incontra: meglio percorrere tutta la strada o andare anche in altre vie per confrontare i prezzi paragonandoli sempre con la qualità. Più o meno come quando si cerca la frutta migliore. Terzo consiglio: occhio agli sconti eccessivi, visto che il “meno 50%” è praticamente impossibile da praticare, a meno che il negoziante non chiuda l’attività e venda a prezzo di costo. Quarto: inquadrare bene il prezzo. Infatti 99,90 euro significa 100 euro e non 99.

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Dato poi che anche per la merce acquistata in saldo valgono le forme di pagamento abituali, meglio diffidare da chi accetta solo contanti: l’esposizione del logo con le carte di credito impone l’obbligo di accettare tale forma di pagamento. Punto numero 6: controllare sempre l’etichetta con la composizione dei tessuti, tenendo presente che quelli con materiali sintetici costano meno (e valgono anche meno). E più bassa è la percentuale di materiale naturale come lana o cotone, più basso sarà il prezzo di vendita. In questa etichetta – o in una seconda – sono anche indicate le modalità di lavaggio per non rovinare il capo d’abbigliamento. In mancanza di tale segnalazione, chiedere conferma al negoziante.

Consiglio numero 8: se si sta acquistando un indumento di lana, verificarne il tipo. Se un golf è di pura lana vergine è diverso se è semplicemente di lana. Se è di cotone, meglio chiedere la provenienza dato che alcuni prodotti fabbricati in Asia potrebbero esser stati trattati con pesticidi o altre sostanze che potrebbero provocare allergie in chi li indossa.

Aduc consiglia anche di fare attenzione ai tipi di colori o taglie presenti in negozio: se un capo d’abbigliamento è disponibile in tutti i colori e in tutte le taglie è probabile che non sia in saldo ma faccia parte di uno stock di merce messa in vendita per la prima volta in questo periodo di sconti.

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Ultimo punto da tenere presente è che secondo le regole del commercio, un negoziante è tenuto a cambiare un prodotto acquistato quando è difettoso o diverso da quanto è stato descritto. E il fatto di vendere vestiti in saldo non esime dall’osservare questo obbligo. Attenzione però a non confondere questo diritto con il diritto di recesso (ossia di richiedere il cambio dopo averci ripensato): nei negozi italiani non si può fare.

Fonte: Huffington Post