Se l’Italia è stata popolo di poeti e navigatori, in tempi moderni è diventata anche di conduttori televisivi. Lo sanno bene al Festival di Sanremo, dove una nutrita schiera di personaggi televisivi ha affollato da sempre il palco dell’Ariston, per cui non deve stupire la partecipazione, quest’anno, di Emanuele Filiberto, ormai non più mancato regnante, ma opinion leader della TV a tutti gli effetti.

Il termine “affollare” il palco dell’Ariston ben calza se pensiamo alla Riserva Indiana, band formata dai comici David Riondino, Sabina Guzzanti e il regista Antonio Ricci, che si esibì nell’edizione del 1995.

Anzi, sembrano proprio essere i comici la chiave di volta del Festival, da Gino Bramieri che nel ’62 partecipò con due canzoni, “Lui andava a cavallo” e “Pesca tu che pesco anch’io”, a Enrico Beruschi nel ’79, proprio ai tempi d’oro del Drive In, a Marisa Laurito nell’89 che, lanciata da Renzo Arbore, portò a Sanremo una canzone dell’eclettico foggiano, a Gigi Sabani che cantò una canzone scritta per lui da Toto Cutigno, a Paolo Rossi per due volte con canzoni di Jannacci e Gaetano, a Francesco Salvi, che potrebbe essere anche considerato un veterano del Festival, con quattro partecipazioni all’attivo.

Tre le conduttrici TV: Dora Moroni, Lorella Cuccarini ed Enrica Bonaccorti. Ma l’unico ad avere grande eco e successo fu il comico e scrittore Giorgio Faletti, secondo classificato con “Signor Tenente”, una canzone che raccontava la triste vita del carabiniere nelle zone di mafia. Faletti partecipò anche a due altre edizioni, ma “Signor Tenente” è rimasta decisamente indimenticata.

Sanremo non portò molto successo ai personaggi TV. Resta celebre, a questo proposito, l’affermazione di Bramieri:

Vendetti 200mila copie in una settimana e poi altre sei, ma proprio sei, in un anno.