Si è svolta con più brio e meno incertezze rispetto al debutto la seconda serata del Festival di Sanremo. Antonella Clerici ha gestito la lunga diretta esibendosi con le ballerine del Moulin Rouge e cimentandosi in due belle interviste con la regina Rania di Giordania e con l’attrice di “Avatar” Michelle Rodriguez.

La musica, però, rimane sempre la protagonista. Ieri sera è stata l’occasione per riascoltare i 12 Big ancora in gara e conoscere i primi 5 giovani della categoria Nuova Generazione. Dopo aver preso confidenza con le nuove canzoni presentate dagli artisti in gara, è arrivato il momento di esprimere rapidi giudizi, dividendoli in promossi e bocciati.

Promossi: Noemi, con un bel brano pop reso intenso dalla sua voce soul. Ne ha fatta di strada dai tempi di X-Factor, soprattutto come interprete. Il grande Enrico Ruggeri, che porta un pizzico di rock vecchia maniera sul palco e torna a cantare, come solo lui sa fare, il mondo delle donne. Malika Ayane, la quintessenza dell’eleganza. Non ha un brano facilissimo, ma lei sa interpretarlo magnificamente come una diva di altri tempi. Irene Grandi, energica come sempre, canta uno dei testi migliori di questa edizione del festival. Il brano è firmato dal leader dei Baustelle e si sente. Simone Cristicchi, ottimo menestrello, ha un potenziale tormentone fra le mani. Marco Mengoni, vincitore di X-Factor, sostiene una canzoncina pop rock a colpi di virtuosismi da applauso. È già un personaggio. Arisa, infine, deliziosa e divertente con Le Sorelle Marinetti. La sua è una filastrocca in stile dixie-land che è impossibile non canticchiare.

Bocciati: Povia, con una melodia scontata e quel gesticolare irritante. La sua canzone sull’eutanasia non è né provocazione né messaggio sociale, solo una furbata, l’ennesima, di basso livello. Fabrizio Moro, col suo reggae leggero e una canzone di denuncia che vorrebbe essere arrabbiata ma non ha spessore. Irene Fornaciari con i Nomadi, cadono vittima di una canzone piatta e un pochino inutile. Peccato perché lei ha una bella voce e loro sono una leggenda. Sonohora, piacciono alle ragazzine e presentano un pop rock che strizza l’occhio all’estero, ma senza riuscirci. Valerio Scanu, infine, che non ha neanche vent’anni ma è meno fresco di Toto Cutugno. Scontata la canzone e antico il suo modo di interpretarla.

La giuria, ieri sera, ha eliminato Sonohra e Scanu. Le due canzoni saranno riproposte questa sera, insieme alle tre che sono state eliminate lunedì: quelle di Toto Cutugno, Nino D’Angelo con Maria Nazionale, Pupo con Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Fra le cinque canzoni eliminate nelle due serate, ne saranno ripescate due che accederanno alla finale.

Davvero pochi i brividi sul fronte Nuova Generazione, dove la noia ha monopolizzato l’ascolto. L’unica meritevole è Nina Zilli, con le sue atmosfere vintage e sensuali, che passa il turno senza problemi. Insieme a lei accede alla finale Luca Marino, nonostante un pezzo decisamente incolore. Speriamo solo che i giovani di questa sera ci regalino qualche emozione in più. Come sempre, nulla di nuovo sotto il sole di Sanremo.