Nei giorni scorsi si sono avvicendate una serie di iniziative di piazza dove migliaia di donne, attraverso tutta l’Italia, hanno deciso di scendere in campo contro il Premier Silvio Berlusconi. Un coro di dissensi si è scagliato contro la sua persona, una protesta ben definita che punta il dito contro lo svilimento della figura femminile che ne ha fatto Berlusconi.

Molte le iniziative in calendario sparse per tutto il territorio, la più importante è la manifestazione che si terrà il 13 febbraio. Un’iniziativa nazionale che vedrà la mobilitazione di moltissime donne in difesa della dignità e del rispetto. Repubblica.it, per prima, ha lanciato una campagna con una raccolta di immagini delle sue lettrici che, al grido di “Sono donna e dico basta“, hanno mostrato il volto per rifiutare la donna oggetto.

Nello stesso momento, l’associazione Di Nuovo si è fatta promotrice dell’appello, mentre il gruppo Usciamo dal silenzio ha organizzato le manifestazione di sabato scorso a Milano. La campagna ha raccolto il sostegno di moltissime donne, e tra queste molte del mondo dello spettacolo che hanno fatto da cassa di risonanza per informare e amplificare l’evento.

Galleria di immagini: 13 febbraio Donne in piazza

Cristina Comencini ha coordinato un video informativo dove le donne, rappresentate da Angela Finocchiaro, saranno le giuste protagoniste della manifestazione di domenica 13 febbraio. La vicenda che vede coinvolta la giovane Ruby Rubacuori e il Premier deve far riflettere e, come sostengono le organizzatrici:

“È un modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, che incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione. Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.”

Per questo motivo lo slogan del video e della manifestazione è “Se non ora, quando?”.