Scherzare con i figli, mentire per gioco. Genitori burloni per la salute dei bambini. Questa la conclusione di uno studio scozzese che sarà presentato al prossimo festival delle scienze sociali a Stirling: prenderli un po’ in giro aumenta le competenze sociali dei propri figli.

L’idea alla base dello studio parte dal presupposto che nella vita adulta è molto importante riuscire a distinguere chi parla sul serio da chi sta scherzando: non c’è niente di più imbarazzante di trovarsi davanti una persona che ride quando non è il momento e resta seria quando ci sarebbe soltanto da farci una risata.

Così, la finzione, la rappresentazione che sta alla base di uno scherzo, è una manna per la mente affamata di un bambino, che già dall’età di 14 mesi è in grado di leggere la mimica facciale di mamma e papà e intuire se ciò che dicono o stanno facendo i genitori è serio o scherzoso. Una verità o una finzione.

Giochi di ruolo che hanno un peso anche nella nostra felicità: basti pensare a quanto le donne trovano più attraenti gli uomini divertenti, oppure a quanto la capacità di scherzare aiuta a tenere lontana la depressione e lo stress. Elena Hoicka, autrice dello studio, commenta così:

«Genitori ed educatori non dovrebbero sottovalutare l’importanza di interagire con i bambini attraverso barzellette e scherzi. Fare cose divertenti con i bambini li aiuta a imparare a farlo e dà loro una serie di competenze che sono importanti per l’infanzia e oltre. Anche se non tutti i genitori si sentono sicuri nelle loro abilità naturali, la ricerca mostra che fare lo sforzo di interagire in questo modo con i bambini è importante. Saper scherzare è fondamentale per fare amicizia, per il pensiero creativo e imparare a pensare fuori dagli schemi. Bluffando, scherzando, si aiutano i bambini a conoscere il mondo, interagire con gli altri, essere creativi e risolvere i problemi.»

Fonte: Joking and pretending in toddlers