La nuova frontiera delle proteste per la situazione ucraina è lo sciopero del sesso. Un’organizzazione di donne apparsa su Facebook nelle scorse ore ha creato un’apposita fanpage in cui viene pubblicizzato l’ennesimo boicottaggio contro la Russia, questa volta passando dalle lenzuola. La pagina è arricchita di immagini di donne ucraine che indossano una t-shirt creata ad hoc per l’occasione, con il motto “Don’t give it to a Russian”.

Letteralmente tradotto in “non datela ai russi”, lo slogan della campagna vuole “combattere il nemico con ogni mezzo” per ciò che sta accadendo negli ultimi mesi in Crimea, prendendo in prestito il verso di una poesia dell’umanista ucraino Taras Shevchenko. L’iniziativa non poteva passare inosservata e, come pianificato, ha fatto scalpore. Le donne che hanno prestato il loro volto per lo sciopero 2.0 sono addirittura state definite da alcuni blogger russi come delle “prostitute”. Inutile omettere il fatto che molti russi hanno subito pensato che la trovata di queste giovani donne non sia altro che una ridicola mossa di merchandising, atta a sponsorizzare le magliette che mettono in bella mostra sui social network.

La pagina di Facebook in questione riporta un titolo russo, scelta linguistica adottata dalle manifestanti in quanto in Crimea 2 persone su 6 conoscono la lingua di Mosca e vuole anche essere un invito alle donne di Mosca ad “unirsi al movimento” in segno di dissenso nei confronti del loro “uomini pronti ad andare in guerra.