La legge non ammette ignoranza. È per questo che bisogna sempre essere aggiornati, anche quando l’argomento apparentemente non ha nulla a che vedere con la giustizia: il sesso. In altre occasioni si è parlato di questioni abbastanza comuni, come il sesso in automobile, ma stavolta si parla di casi assurdi, al confine con l’inverosimile, ma tuttavia accaduti soprattutto in passato.

Tra le barbariche leggi del passato, per quanto riguarda gli uomini c’è una legge spagnola contro l’omosessualità, che prevedeva l’evirazione e la morte. Purtroppo, la morte è anche la pena che ancora oggi colpisce in alcuni Paesi del mondo gli omosessuali, poiché il sesso viene percepito in questi casi come un vizio e non come amore e quindi deve essere debellato in base ad assurde regole morali. In passato in alcuni luoghi anche le donne venivano punite con degli stupri di gruppo perché lesbiche: una pratica, questa, che certamente non sarà servita a far cambiare loro idea, anzi, tutt’altro. Per non parlare della legge religiosa, che punisce anche i pensieri, non solo le azioni: tra questi anche i cosiddetti “sogni bagnati”, ossia l’attività onirica erotica: in antichità, per espiare si doveva fare un sacrificio di piccioni e colombe.

Quando si parla di tradimento, le donne sono senz’altro le più penalizzate: in Mesopotamia venivano impalate, mentre oggi in Medio Oriente vanno incontro alla lapidazione. Nell’America puritana l’umiliazione avveniva, e non solo in forma letteraria, come quello che succede alla protagonista de La Lettera Scarlatta, attraverso un segno pubblico del suo tradimento. Fino a decenni fa, essere adulteri significava essere puniti anche dalla legge italiana, come accadde al ciclista Fausto Coppi e alla sua celebre “dama bianca”. Nelle società antiche della Grecia e di Roma, era ammessa la vendetta contro l’uomo con cui la propria donna tradiva: in Grecia era prevista la sodomizzazione attraverso l’ausilio verdure, mentre a Roma era consentito stuprare la consorte del fedifrago.

Molte delle leggi sul sesso arrivano infatti da lontano. La verginità e la castità non sono dei valori sostenuti dalla legge religiosa cattolica, ma in realtà mutuati dall’usanza greca e romana delle vestali, che consacravano la propria vita alla dea Vesta. Basti pensare che anche nella leggenda della nascita di Roma, la vestale Rea Silvia, colpevole di aver ceduto alle brame del dioMarte, venne seppellita viva: la punizione che era prescritta dalla legge per il suo comportamento.

Forse non tutti sanno che nel Medioevo la legge cristiana non ammetteva il sesso coniugale durante alcuni periodi dell’anno: tra questi i primi tre giorni del matrimonio, la domenica, il giovedì, il venerdì e il sabato, la settimana dopo Pasqua, i giorni che precedono la Pentecoste, i due mesi prima e dopo Natale, la gravidanza, l’allattamento e il ciclo mestruale. In altre parole, si fa prima a dire quando si poteva fare sesso. Inutile sottolineare che il sesso orale e anale erano puniti con 25 anni di astinenza. Anche il matrimonio nel Medioevo non poteva essere “misto”, cioè non ci si poteva sposare ad esempio tra cristiani ed ebrei, pena la morte al rogo. Il sesso con gli ebrei era considerato dai cristiani come il sesso con gli animali, una pratica giustamente malvista oggi (gli animali non possono essere consenzienti, è un’aberrazione che prende il nome di zoofilia), che fortunatamente non è uso chiedere il proprio credo quando si va a letto con qualcuno. L’Inquisizione puniva inoltre l’omosessualità femminile in molte maniere decisamente barbariche, tra cui l’impalazione e il rogo. Soprattutto se le lesbiche utilizzavano degli strumenti artificiali a letto, ovvero dei falli finti.

Il razzismo comunque è stata causa di pene inique a sfondo sessuale: fino all’integrazione, negli Stati Uniti, essere nero ed essere uomo significava automaticamente essere uno stupratore. Per un presunto stupro, anche non dimostrato, si poteva essere castrati, bruciati vivi, decapitati, o se si vuole accogliere uno spunto più o meno fantasioso dal cinema, cosparso di miele e divorato dalle api, come accadeva al protagonista dell’horror Candyman. In realtà erano per lo più i bianchi, di fatto, a stuprare impunemente le donne nere, ritenuti oggetti e quindi prive di volontà. Gli Stati Uniti osteggiavano anche le donne cinesi, “portatrici di scopi immorali“, che si diceva trasmettessero terribili malattie veneree nell’800.

E se oggi pensiamo che la masturbazione sia un’ottima maniera per conoscere il proprio corpo, non era così nell’800, quando chi l’autoerotismo poteva condurre al taglio dei testicoli presso i manicomi. Per le donne era prevista l’isterectomia: la misoginia cavalca i secoli e spesso è stata mascherata da una presunta scienza.

Fonte: Huffington Post.