Si potrebbero scrivere interi trattati sul perché sesso e potere siano così strettamente legati uno all’altro e più di un autore c’ha già provato. Qualche anno fa è stato addirittura girato un film americano il cui titolo, nella versione italiana, era stato trasformato proprio in Sesso e potere: si trattava di una pellicola diretta da Barry Levinson nel 1997, con Robert De Niro e Dustin Hoffmann, assai ironica e tagliente ma anche profondamente critica sull’uso che il potere fa dei mass media. Un’ulteriore declinazione di cosa può compiere il binomio sesso e potere quando ha la possibilità di esprimersi in tutta la sua potenza.

Un tema che non deve essere affatto sconosciuto agli americani (ma non solo a loro ovviamente, basti pensare Cesare e Cleopatra), che loro stessi si sono trovati a dover affrontare qualche anno fa, quando Monica Lewinsky mise nei pasticci l’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton – con cui aveva avuto una relazione sessuale -, provocandone addirittura l’impeachment. In realtà Clinton venne messo in stato di accusa perché aveva mentito sulla sua relazione con la stagista, ma l’opinione pubblica era attratta soprattutto dai particolari sessuali della faccenda. In Italia è stato Silvio Berlusconi, più di recente, a dimostrare che sesso e potere vanno sempre molto d’accordo, perché amerebbero scambiarsi favori uno con l’altro (anche se, pure in questo caso, tutta la storia è finita nelle aule dei tribunali).

Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e non si limitano certo a casi pubblici ed eclatanti. Il binomio sesso e potere può infatti presentarsi a qualsiasi livello in cui sia permesso ad esso di manifestarsi e in cui in genere deve avvenire uno scambio di favori, esplicito o implicito.

Sesso e potere vanno di pari passo perché sono entrambi in grado di esercitare fascino e attrazione, perché il primo, il sesso, può essere l’unico mezzo con cui arrivare al secondo con grande facilità (bypassando altre strade più impervie), mentre il secondo – il potere – può servirsi della sua calamita di attrazione per godere di prestazioni (anche sessuali) di cui altrimenti non si potrebbe beneficiare o di cui si potrebbe beneficiare in modo assai complicato o dispendioso.

È chiaro che, analizzato da questo punto di vista, il binomio sesso e potere appare alquanto “squallido”: entrambi rappresentano merce di scambio, più o meno lecito o illecito, attraverso cui ottenere un favore, sia che si tratti di favore sessuale sia che si tratti di un favore legato al potere. Lo scopo non è certo quello di fare i moralisti o, al contrario, di peccare di senso della moralità: quando si è adulti e non si commette nulla di illecito, tutto è possibile, anche trattare sesso e potere come merce di baratto.