La sera dell’8 marzo, che casualmente quest’anno non ho festeggiato, mi sono ritrovata a chiacchierare con il mio partner di cose molto serie (avvenimento assai raro); in particolare si discuteva di un articolo a dir poco agghiacciante, che descriveva il presunto terribile approccio degli adolescenti al sesso. O meglio, dellE adolescenti, delle ragazzine, quattordicenni o quindicenni o sedicenni.

Una cronaca quasi nera presentata in modo da suscitare scalpore, ma con un fondo di verità che io in parte già conoscevo (lavorare nelle scuole e scrivere per riviste teen significa anche questo); il mio grande e grosso compagno è invece rimasto immobile: allibito, basito, atterrito. Diceva di sentirsi come se lo avessero accoltellato al cuore.

Lui ha sempre desiderato una figlia; e il pensiero che la sua bambina (viva solo nei suoi sogni al momento) un giorno possa ritrovarsi nella situazione descritta in quell’articolo, lo fa precipitare letteralmente in un baratro. Immagino come si possano sentire i genitori degli adolescenti di oggi, a leggere lo stesso articolo.

Ma la situazione è davvero così drammatica? Oppure si tratta solo di aver dipinto con toni molto, forse troppo foschi un quadro in realtà normale per quell’età?!? Ci ricordiamo tutti delle stupidaggini fatte in adolescenza; così come di quelle solo pensate e adeguatamente gonfiate per pavoneggiarsi.

Tuttavia qualcosa di diverso c’è rispetto ai “nostri” tempi. E’ innegabile. Lo sdoganamento di alcuni tabù, non divulgati correttamente ma trasmessi con un telefono senza fili incredibilmente rotto, il continuo voler nascondere la testa sotto la sabbia e la conseguente mancanza di un’adeguata educazione sessuale nelle scuole, l’incapacità dei genitori di affrontare determinati temi con i figli, perchè indottrinati da retaggi culturali medievaleggianti e molto chiusi: tutte cause di una situazione totalmente nuova, che vede i ragazzi moderni alle prese con il sesso (tuttavia continuamente sbattuto nelle prime pagine dei mass media e dei nuovi media) in un senso totalmente diverso da quello di un tempo.

I racconti delle giovanissime di oggi che gridano contente “sono stata stappata”, manco fossero bottiglie di champagne, forse sono gonfiati, esagerati; o forse riguardano solo qualcuno e non tutti; eppure non posso non avvertire un senso di allarme.

Anche perchè nella stessa smania di descrivere una situazione da film horror di quart’ordine, si individua un certo maschilismo strisciante e latente, nella peggiore delle sue forme. I ragazzi sarebbero vittime dell’intraprendenza femminile, pressati dalle ragazze per un sesso privo di qualità, vessati poi per l’incapacità di durare e soddisfarle. Mi sembra un po’ troppo: i maschi sono diventati ormai così indifesi?!? Non credo sia proprio così. Così come mi appare orrendo che le ragazze di oggi siano presentate quasi come delle smaniose dello stupro, reso così una sorta di  “normalità”.

Infine c’è un elemento che mi fa più male di tutti: in questo ormai famoso articolo, si dice che il piacere non esista nella concezione adolescenziale di oggi relativa al sesso. Come se non fosse importante, come se fosse facoltativo, come se il corpo di una donna non avesse diritti, ma solo il dovere di essere in qualche modo violato.

No, non ci sto. Il sesso è piacere. E dovrebbero essere soprattutto le donne a esserne consapevoli, e pretendere che qualunque rapporto, occasionale o no, restituisca un minimo di positività. Gli uomini invece lo sanno già e lo pretendono ormai da secoli.

E’ dalle ragazzine descritte in quell’articolo che tocca partire; sono loro le donne di domani; sono loro che hanno il diritto e il dovere di sapere che il loro corpo non ha una semplice destinazione d’uso, ma che esiste anche per dare loro piacere. E che il sesso, senza piacere, non vale assolutamente la pena di essere vissuto, nè concepito. Chi andrà nelle scuole a raccontare tutto questo?!?

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