Diciamo di no, ci inventiamo vari tipi di mal di testa, proclamiamo la nostra estraneità al sesso senza amore e alle coccole take away, spesso ci dipingiamo come tante suorine laiche che “per-carità-di-certe-cose-neanche-si-parla”. Dunque possiamo farne a meno, e secondo un sondaggio condotto dalla rivista tedescaBild, addirittura anche per due anni consecutivi. Ovviamente parlo dell’intimità in camera da letto.

L’astinenza però non è priva di conseguenze: pare infatti che l’acidità da yogurt scaduto sopraggiunga già molto presto (oltre a provocare danni fisiologici). Soltanto tre mesi basterebbero infatti a procurare una certa irritabilità, dopo sei mesi si paleserebbe un chiaro “stress da astinenza“, mentre dopo anno si arriverebbe alla tragica e ineluttabile definizione di zitelle disperate. Letteralmente.

Confuse, smarrite, col fazzolettino in mano ad asciugare la lacrimuccia; e intanto lo sbrocco con poveri innocenti malcapitati è all’ordine del giorno. Non per niente, il primo comune pensiero che ci colpisce quando subiamo le angherie di una donna inacidita è quello della “zitellaggine cronica”. In una parola, l’attività fisica da camera appare evidentemente appesa a un chiodo, peraltro arrugginito.

Mi piacerebbe tanto sfatare il luogo comune di cui sopra; ma no, probabilmente non lo potrò mai fare. Perchè è vero: se non a tutte, a molte donne l’astinenza da letto dà alla testa. Diciamo di no, ma poi ci disperiamo.

D’altra parte però ci possono essere solo tre fattori che ci portano a pensare di poter fare a meno del sesso addirittura per anni: per orgoglio; per via di un pessimo rapporto col nostro corpo, ereditato come al solito dai nostri bei retaggi culturali; o perchè l’inettitudine dilaga fra la popolazione maschile.

Continuo a essere convinta che esista almeno un partner compatibile per ognuna di noi, specie a letto. Mai disperarsi, mai smettere di cercare. E soprattutto mai pensare di poter fare a meno di un orgasmo: ci serve come il pasto quotidiano. E se nessuno ce lo regala, abbiamo tutte le dita (e l’arsenale) in regola per non morire a digiuno (Hysteria docet). Anche perchè nè il pallore cadaverico nè l’aggettivo “disperate” ci si addicono.

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