Ormai credo di aver piuttosto chiare le tanto decantate differenze tra marziani e venusiani, almeno le più evidenti. E fra queste c’è una forte propensione da parte dei maschi, per natura, per retaggi culturali, per secoli di possesso della clava e del telecomando, o semplicemente per megalomania dovuta a sovraccarico di testosterone, a sentirsi la parte dominante (è bello continuare a farglielo credere, in fondo). Nella coppia, nel lavoro, nella vita, o anche solo in palestra (domestica o no).

Questo semplice concetto sarebbe alla base di quella famosa “regoletta” di cui si parla quando si nominano le bugie più diffuse, tipo quella secondo cui gli uomini tendono ad aumentare sempre numeri e misure (riguardo a cosa…bè non credo ci sia bisogno di approfondire).

Dall’altra ci sono le donne: perennemente accusate di risultare sotto sindrome premestruale ad oltranza, piene di contraddizioni, soggette a sbalzi d’umore aggravati, insostenibilmente ansiose, oppressive, ossessivo-compulsive. La loro (nostra) più grande pecca è quella di pensare. Troppo. Rimuginare continuamente, farsi investire dal minimo dettaglio storto, cercare colpe ed errori in tutti i luoghi ed in tutti i laghi.

Dunque non stupiscono i risultati di ben tre nuove ricerche incrociate, svolte su 25mila persone dall’università del Texas e della Ucla-California-Los Angeles university, che riguardano i “rimpianti del sesso“. Ah qui, su questo argomento, le differenze si sentono tutte.

Per la maggior parte degli uomini infatti, guardarsi indietro e analizzare i rimpianti riguardanti la propria vita sessuale, significa rammaricarsi di non aver avuto molte partner, di non essere stati abbastanza intraprendenti o troppo timidi da giovani, di non aver colto tante occasioni da single.

Per le donne invece, c.v.d., i maggiori rimpianti riguardano l’aver scelto persone sbagliate con cui condividere il letto, gente sconsigliabile per le prime volte, uomini poco attraenti per quelle successive.

Ecco, ora possiamo ritornare circolarmente al discorso iniziale. Gli uomini hanno sempre problemi di numeri. Le donne di pippe (mentali). A voler parlare con un linguaggio matematico, tutti questi fattori si potrebbero definire come “costanti”, più che clichè. Tornano regolarmente come la peste.

E, senza dilungarmi troppo su chi abbia o meno ragione, posso affermare in questo caso senza dubbio alcuno, meglio rimorsi che rimpianti. Infine, fate l’amore, non fate la guerra. Ah no, questo centra poco, ma vale sempre.

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