È risaputo quanto le donne amino passare ore e ore dentro i negozi, o a fissare le vetrine, ma a quanto pare questa tendenza tutta al femminile non sarebbe un semplice passatempo bensì una serissima questione genetica.

Questo è quanto risulta da uno studio condotto negli Stati Uniti dai ricercatori della School of Public Health, che verrà pubblicato nel numero di dicembre del Journal of Social, Evolutionary & Cultural Psychology ed è stato reso noto dall’agenzia ASCA.

Sarebbero dunque i geni, diversi per uomo e donna, a definire quanto si possa essere coinvolti negli acquisti, e questo deriverebbe da comportamenti molto antichi, legati all’evoluzione. Se i nostri antenati maschi, infatti, erano più propensi a procacciar cibo e dunque necessitavano di tempi decisamente brevi per portare da mangiare a casa e sostentare il resto della famiglia, le donne solitamente decidevano quale fosse il territorio più ricco per il raccolto e, per farlo, dovevano passare gran parte del tempo a cercare i posti migliori.

Da qui deriverebbe sia il “rifiuto” maschile per le soste troppo prolungate nei negozi che la tendenza femminile a cercar la qualità migliore ad un prezzo conveniente.

Inoltre, il gentil sesso solitamente accompagna i figli a fare acquisti, proprio come facevano le antenate, per aiutarli a scegliere cosa è meglio; mentre gli uomini, in passato cacciatori abituati a tempi molto brevi, avrebbero conservato questa caratteristica e preferirebbero per questo motivo, oggi, acquistare piuttosto in fretta.