Silvio Forever”, il film documentario sulla vita del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, è diretto da Roberto Faenza. Basato sulla biografia non autorizzata degli autori de “La Casta” Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, il film è stato inondato da molte polemiche politiche e mediatiche, come la censura dello spot TV da parte della Rai.

Il film è un collage di interviste, dichiarazioni, interventi TV, comizi e articoli di giornale raccontate dallo stesso Premier per ripercorrere la sua scalata politica. Gli sketch poi sono intramezzati da momenti di satira politica ad opera di Roberto Benigni, Beppe Grillo, Dario Fo e Paolo Rossi.

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La pellicola prende i primi passi negli anni ’40 e l’infanzia difficile e povera del Premier. Poi si ripercorre la carriera da imprenditore, il lancio della prima emittente televisiva privata, i successi con il Milan, l’ascesa politica, la guerra intestina contro i comunisti, le persecuzioni giudiziarie e gli scandali fino al famoso Rubygate. Non mancano naturalmente le storiche gaffe, anche a livello internazionale, e le performance canterine che lo hanno reso famoso. Opinioni contrastanti, smentite, dichiarazioni ufficiali sulla “Mafia che non esiste” o sullo stesso Bossi, prima partner inaffidabile poi amico del cuore.

Dalla pellicola di Faenza emerge il ritratto di un uomo con delirio di onnipotenza, che si sente perseguitato senza ragione da tutti, in particolare dai comunisti “divoratori di bambini”, e che predica il suo verbo quale unica verità universale. Se molti sketch divertono e riescono a strappare molte risate a denti stretti, vista la drammaticità della situazione, la pellicola non trova un suo perché, né un suo obiettivo. Risulta essere una semplice fotografia dell’uomo Berlusconi e delle sue azioni negli ultimi 20 anni. Non si giudica, non si critica, né si fornisce una chiave di lettura obiettiva ai fatti di cronaca che hanno coinvolto il nostro Paese.

Le stesse informazioni sono noti eventi di cronaca, che nulla aggiungono o levano a quanto un italiano medio sappia. L’ottica neutrale e puramente giornalistica usata nella pellicola diverte ma non istruisce, non informa, non suggerisce alcuna riflessione.

Se lo scopo del regista e degli sceneggiatori fosse stato semplicemente quello di fornire una fotografia statica e incolore sul Premier, ci sono riusciti. Ma perché allora portarlo al cinema?

Il clamore e il boicottaggio da parte dei mass media, così, non trova alcun riscontro e nessun motivo d’essere.

In alcuni casi infine, per motivi di audio non di qualità, l’attore Neri Marcorè sostituisce la voce narrante del Presidente del Consiglio.