Il mondo dello spettacolo, si sa, è fatto di ambienti competitivi, di sorrisi di cortesia on air e frecciatine al veleno fuori della diretta.

L’ultima in ordine di tempo arriva dalla energica Simona Ventura, una che di TV se ne intende e che certamente non le manda a dire. Oggetto della frecciatina, ovviamente, l’edizione appena conclusasi del Festival di Sanremo.

Destinataria, Antonella Clerici, che quest’ultima edizione della manifestazione canora l’ha condotta tra le acclamazioni delle casalinghe italiane e il naso storto dei conduttori professionisti.

La sempreverde regina dei reality della Rai (attraverso i taccuini di alcuni giornalisti che l’hanno intervistata) ha in sostanza ricordato alla Clerici che il successo del festival di quest’anno, come di quelli precedenti, lo si deve a lei, che nel 2004, quando la conduzione le fu affidata dal direttore artistico Tony Renis, diede nuovo smalto alla manifestazione canora.

Sono felice che la conduzione sia capitata a lei. Il mio Sanremo è stato il più controprogrammato della storia. C’era una forte volontà di farlo saltare sia da parte delle case discografiche che da parte della politica. Portammo a casa un festival rinnovato e consegnai a Bonolis un Sanremo salvo. Sono molto felice per Antonella e per la Rai ma se non avessimo salvato quel Sanremo allora, non ci sarebbe stato questo.

ha dichiarato la Ventura.

Lo sfogo di una veterana della TV che avrebbe voluto bissare nella conduzione, o solo una dichiarazione una volta tanto schietta e priva di buonismi?

Quello che è certo è che Antonella Clerici le ha risposto per le rime e senza risparmiare anche un certo disprezzo. La biondona divenuta famosa con il programma “La prova del cuoco”, infatti, rispondendo ad una domanda del giornalista Klaus Davi circa la possibilità di assumere un ruolo di direzione di una delle reti Rai ha risposto così:

Assolutamente no. Non sono una Simona Ventura. Magari potrei fare la consulente per gli artisti, ma la direzione la lascio a lei. Non mi piace né comandare né obbedire.

È la classica polemica dopo-festival montata ad arte o si tratta di vera rivalità?