In occasione della Giornata Internazionale delle Donne, a Roma si svolgerà un evento molto particolare: affascinante già dal nome, la rassegna The Other Side of the Ink vedrà infatti all’opera cinquanta tatuatrici donne provenienti da tutto il mondo.

Al centro dell’attenzione dunque il tattoo  pensato dalle donne principalmente per le donne. Un tempo appannaggio esclusivo maschile (almeno nella cultura occidentale), il tatuaggio è diventato ormai da tempo motivo d’orgoglio anche per una certa fetta di popolazione femminile. Perchè? Perchè una donna sente il bisogno di tatuarsi?

Per l’uomo il tattoo è sempre stato una sorta di rappresentazione di virilità, per quanto significativa anche di altro; e per la donna? Bè per la donna spesso il tatuaggio è l’esatto opposto (o forse la stessa identica cosa): sensualità allo stato puro. Il tatuaggio intriga ed esalta il corpo femminile, soprattutto in determinati punti strategici.

Le motivazioni che spingono una donna a tatuarsi tuttavia possono essere tante: da quella puramente decorativa a quella densa di un significato particolare e personalissimo. Spesso l’una non esclude l’altra.

Quando ho chiesto ad alcune donne perchè anche il sesso femminile può sentire il bisogno di marchiarsi indelebilmente (cosa per qualcuno assolutamente inconcepibile!), mi è stato risposto che una donna è più sensibile ai ricordi.

Personalmente i miei tatuaggi sono espressione estetica (che in fondo ha il suo notevole peso psicologico), ma infine legati indissolubilmente a qualcosa di importante. E il bello è che tale legame spesso è venuto a crearsi dopo.

Il tatuaggio è un segno incancellabile (o quasi) e il dolore che provoca rischia a volte di dare assuefazione: vincerlo è una sensazione inebriante, anche e soprattutto per una donna. E’ come un percorso interiore e intimistico, una catarsi, un’unione fra anima e corpo: arrivare a un bellissimo risultato passando attraverso una sofferenza è un po’ una metafora della vita.

E farlo con un tatuaggio è un modo per dimostrare a noi stesse che ce la possiamo fare, che c’è forza dentro di noi e che certi ricordi, certe persone, certe situazioni non se ne andranno mai. Dal cuore. Ma nemmeno dalla pelle.

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