Quante tecniche di cottura dei cibi esistono? Ma soprattutto, quali sono le differenze tra un metodo di cottura e l’altro?

Sembra una questione irrilevante, ma è in realtà uno degli aspetti fondamentali da conoscere, non solo per imparare a cucinare al meglio gli alimenti, ma anche se si desidera restare in forma ed evitare pericoli.

Per ogni tipo di alimento, infatti, esistono metodi di cottura più consigliati, sia per esaltare il suo sapore sia per non disperdere le sue proprietà nutritive; e non basta, in alcuni casi la cottura rappresenta l’unico modo per rendere commestibili alcuni cibi, pensiamo, per esempio, alla maggior parte dei tuberi, oppure per rendere il loro consumo più sicuro: è il caso di carne e pesce che, mangiati crudi, possono contenere batteri potenzialmente molto pericolosi per la nostra salute, specialmente durante la gravidanza.

Durante una dieta, poi, o comunque quando si cerca di mantenere un regime alimentare ipocalorico, prestare attenzione al metodo di cottura degli alimenti si rivela un passaggio fondamentale per tenere sotto controllo i grassi.

Ecco, allora, un semplice vademecum per conoscere le varie tecniche di cottura dei cibi e le loro caratteristiche peculiari.

  • Che cos’è la cottura? Per cominciare è bene tener presente che la cottura è un processo di trasmissione di calore da una fonte particolare a un alimento. Esistono anche dei tipi di cottura mista: un classico esempio è rappresentato dalla preparazione delle patate arrosto che richiedono un passaggio preliminare di sbollentatura in acqua e poi una cottura al forno.
  • Al forno. Si tratta di un tipo di cottura molto semplice che sfrutta il calore secco. Indicata per diversi alimenti come carne e pesce, può richiedere l’utilizzo di condimenti anche se non per tutte le preparazioni.
  • Bollitura. Si tratta in questo caso di un metodo di cottura in acqua, che sfrutta quindi il calore umido. Prevede l’immersione del cibo in acqua bollente, è indicata per la maggior parte delle verdure ed anche per le carni bianche e per alcuni tipi di pesce. Tuttavia ha il limite di determinare la dispersione di minerali e vitamine.
  • Cottura al vapore. Il metodo più consigliato nelle diete perché consente di cucinare senza aggiunta di condimenti. Sfrutta l’acqua allo stato gassoso e richiede l’utilizzo di pentole con cestello. Indicata per cereali, verdure, pesce e carne ma, anche in questo caso, può aumentare la dispersione delle vitamine termolabili, ovvero sensibili al calore.
  • Cottura al salto. Il metodo di cottura impiegato per fettine di carne, tranci di pesce o verdure. La sua particolarità è quella di utilizzare un condimento, in genere olio o burro. Si tratta infatti di un metodo sconsigliato quando si è a dieta, anche se consente di rendere più saporiti gli alimenti.
  • Frittura. Tra i metodi di cottura più noti c’è anche la frittura, che può avvenire per immersione nell’olio bollente o in padella. Chiaramente uno dei metodi di cottura più calorici perché richiede grandi quantità di olio. Per questo si raccomanda di evitare sostanze che contengano colesterolo e di puntare su olio EVO o in alternativa di arachidi.
  • Al microonde. In questo caso parliamo di una tecnica di cottura moderna che avviene tramite molecole polari. Ha il grande vantaggio di essere molto veloce, di conservare le proprietà nutrizionali degli alimenti di non ricorrere all’utilizzo di grassi. Lo svantaggio è però quello di non favorire lo sviluppo delle componenti aromatiche degli alimenti. Insomma, cucinando con il microonde, il gusto può risentirne.
  • Cotture miste. Esistono poi dei metodi di cottura misti: tra i più conosciuti ci sono la brasatura e la stufatura. La brasatura prevede un primo passaggio in forno con coperchio e poi un passaggio sul fornello a fuoco dolce ed è particolarmente indicata per le carni. La stufatura, invece, viene fatta in padella con pochi grassi e prevede una cottura molto lenta con coperchio. Cottura indicata per pesci, verdure e funghi.