Un nuovo test di paternità arriva direttamente dagli USA e promette di individuare il padre biologico di un bambino ancora prima della nascita, attraverso un test del sangue effettuato all’ottava settimana di gravidanza.

Un prelievo del sangue materno da confrontare con quello del potenziale padre per identificare la paternità del feto: il nuovo test consiste in un’analisi ematica non invasiva, lontana dai consueti screening come l’amniocentesi e la villocentesi.

A mettere a punto il test è stata un’azienda statunitense, che ha perfezionato un sistema precoce per certificare la paternità senza sottoporre la futura mamma e il feto ad alcun rischio di aborto. Confrontando i due campioni di sangue, infatti, se i valori restituiti con il tasso di discrepanza variano dallo 0,8% al 30%, significa che il bambino non è figlio naturale del presunto padre che si è sottoposto al test.

Si tratta comunque di un esame ancora in fase sperimentale, sebbene le prove effettuate finora siano caratterizzate da un minimo margine di insuccesso. Secondo Mark Evans, specialista della Mount Sinai School of Medicine, questo nuovo test ha grandi potenzialità e sarà oggetto di ulteriori studi in futuro.

«Non ho dubbi che questo tipo di test funzionino clinicamente. Analizzano infatti i frammenti di Dna del feto presenti nel sangue materno in piccole quantità. Lo stesso approccio è usato anche per determinare, in modo non invasivo, il sesso del feto o se ha la sindrome di Down

Fonte: New York Times