The tree of life“, l’attesissimo film di Terrence Malick, con Sean Penn e Brad Pitt, già pronto per il festival dell’anno scorso ma improvvisamente ritirato, è stato finalmente presentato a Cannes. E ha ricevuto subito grandi apprezzamenti, e grandi fischi, contemporaneamente.

Si parla già di somiglianze con il capolavoro di Stanley Kubrick, “2001: Odissea nello spazio“. E non solo per la prima carrellata di scene. Anche “The tree of Life” infatti parte da lontano, direttamente dall’era preistorica con i dinosauri sulla Terra.

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E anche se il film gira intorno alla storia di un padre, Brad Pitt, violento con i tre figli, e del rapporto con la madre, il tutto pare mescolarsi in modo complesso ma strutturato al senso della vita, l’influenza della natura, in un susseguirsi di scene che Malick ha collezionato da 40 anni apposta per questo film, tra eclissi, eruzioni e vulcani.

Più che la storia di una famiglia degli anni ’50, che comunque si è detto essere un quadro che chiama in causa la biografia del regista, il senso che le scene, e soprattutto la colonna sonora importante, vogliono dare è il rapporto tra le tragiche sventure umane e la natura universale.

Il film non segue un filone tradizionale, ma si lascia andare a una serie di scene contrapposte su dettagli significativi delle vite dei protagonisti. E forse è l’eccessiva complessità che ha colto impreparati spettatori e critica, assolutamente divisi tra capolavoro e filmetto.

Su un punto non sembrano esserci dubbi: Brad Pitt, come padre aggressivo, temuto e amato per i modi militari, ha offerto una delle sue interpretazioni migliori. E lui stesso in conferenza stampa, dove il regista, noto per la sua timidezza, non si è presentato, ha scherzato quando i giornalisti gli hanno chiesto quanto il suo ruolo fosse vicino alla realtà:

“Picchio i miei figli regolarmente e sembra che funzioni. E li lascio a digiuno.”